POLITICA – Amministrative nel segno del ….. tutti contro tutti

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CAMPOBASSO – Politica a spezzatino. Le Amministrative di giugno nella “torre di Babele”. Liste dappertutto, nomi imbucati in quest’ultime in fila indiana, centinaia di candidati, tutti contro tutti, tutti predicatori delle stesse cose, ognuno più bravo dell’altro, programmi senza confini ma alla fine senza contenuti e risorse di attuazione. Una schiera di ambiziosi convinti di poter generare speranze e sogni, consapevoli intimamente, i più responsabili, che il tempo della cuccagna è finito e che bisogna tirare la cinghia. A cominciare da loro. Come? Rinunciando tanto per dirne una, a ogni tipo di rimborso. Una marea di pretendenti al potere locale, di vecchi e giovani tirocinanti pronti a riciclarsi nelle amministrazioni locali per rigenerarsi e promuoversi a salti di maggiore spessore politico negli anni prossimi, o meditare rivincite personali, o per sconfitte, ovviamente politiche, subite in passato per una serie di situazioni dove di politico c’è pochissimo e dove predomina, quindi, la rabbia e l’impeto della rivalsa. Si cerca la via del potere locale per contare di più e tentare l’esercizio della maggiore pressione psicologica e politica con il risultato di recuperare terreno su una serie di problematiche e richieste negate, decise diversamente sino a ieri. Nove liste ad Isernia e altrettanti candidati  sindaci, e cinque a Bojano. Sono l’esempio di una politica spezzatino o di una politica fantasma, di partiti che non esistono più, o formati da tutti, ogni persona è un partito, di candidati che non riescono a comunicare più neppure per il governo di piccole comunità visto che non si mettono d’accordo neanche per un programma di piccole cose facilmente riconducibili al buon senso e al traguardo comune, un insieme di atteggiamenti che dovrebbe far riflettere soprattutto gli elettori sempre poco giudici di questi giochi a cui si chiede soltanto di dare. Troppi nomi che si autocandidano in nome di una bandiera personale che quasi sempre ha i colori uguali a quelli delle altre e che chiedono intimamente riscatto nell’autoaffermazione e nell’autocelebrazione puntando al tempo stesso su livelli di questo tipo impercettibili al momento ma facilmente decantabili nella riconsiderazione di una nuova collocazione sulla platea del protagonismo politico locale.            Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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