SS. ROSARIO – Soppressione del nosocomio, la lettera aperta di Tonino e Tito Atella

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VENAFRO – La triste e bruttissima vicenda, per tutti i venafrani e i residenti dei Comuni limitrofi dell’estremo Molise occidentale, che vede l’Ospedale SS Rosario di Venafro purtroppo in via di smantellamento e definitiva chiusura quale Ospedale Civile di Zona per divenire tutt’altro certamente non più rispondente alle aspettative degli abitanti del predetto territorio, tale vicenda -si diceva- ci ha indotti a scrivere quanto segue in qualità di nipoti di un precedente munifico benefattore del citato Ospedale cittadino, il Cav. Giovanni Atella di Venafro.
Questi negli anni ’60 regalò alla citata struttura ospedaliera la prima autoambulanza, un motocarro e la somma di 10 milioni di lire -testimoniato tra l’altro da lapide marmorea citante tale donazione ed affissa lungo la monumentale scala d’accesso al vecchio ospedale, oggi purtroppo a sua volta chiuso ed abbandonato- affinché il SS. Rosario potesse assolvere nel migliore dei modi al proprio ruolo socio/sanitario/assistenziale e medico a favore delle collettività dell’estremo Molise occidentale.
Lo fece, il nostro Congiunto, nella consapevolezza delle difficoltà del momento e perché indistintamente tutti nella Sua terra d’origine fruissero dei benefici derivanti dalle personali disponibilità finanziarie, acquisite grazie ad una vita di lavoro negli Usa e che il personaggio volle mettere a disposizione della collettività.
Ma soprattutto il Cav. Giovanni Atella si determinò alla volontaria ed assolutamente disinteressata beneficenza a favore del SS Rosario del tempo perché sinceramente convinto della necessità nell’area venafrana di un Ospedale Civile di Zona adeguatamente attrezzato ed in grado di rispondere alle domande e quindi alle attese della massa in materia di ricovero, assistenza e prestazioni medico/sanitarie.
Amore vero cioè per i propri conterranei e nel contempo sincero attaccamento ad una struttura, il SS. Rosario, da sempre nel cuore e nei sentimenti di tutti i venafrani e di quanti vivono nelle vicinanze.
Ebbene da siffatto altissimo esempio di altruismo e generosità, che “racconta” tutta la storica vicinanza dei venafrani nessuno escluso al loro SS. Rosario, oggi purtroppo stiamo a verificare tutt’altro e di assolutamente negativo  e deleterio per le popolazioni dell’hinterland venafrano ed a scapito del complesso sanitario in argomento: l’Ospedale Civile di Zona di Venafro che di fatto scompare in quanto tale per divenire tutt’altro!
Che tristezza, che delusione, che squallore, che avvilimento!
Un tempo, non lontanissimo, il SS.Rosario lo si amava e lo si difendeva “coi denti” alla luce della sua essenziale ed irrinunciabile funzione sociale, assistenziale, medica e sanitaria, e certamente non solo da parte del Cav. Giovanni Atella ma da parte di tutti indistintamente!
Oggi invece c’è chi a cuor leggero, non soppesando nella maniera dovuta le esigenze di questo territorio e di fatto esponendo le popolazioni dell’estremo Molise occidentale -stiamo sull’ordine di 20mila persone ed oltre (!)-  a rischi seri in termini di salute e sopravvivenza, con colpevolissima superficialità ed enorme leggerezza sta cancellando definitivamente il SS Rosario dal territorio venafrano nonostante la sua acclarata ed irrinunciabile necessità e nonostante negli anni l’impegno di tanti perché tale struttura funzionasse ed operasse nel migliore dei modi. Ecco, dall’amore di un tempo per il nosocomio in tema si è passati a tutt’altro a scapito della stessa struttura, cosa che offende, avvilisce e mortifica i venafrani di oggi e i residenti dei Comuni limitrofi.
Una constatazione avvilente ed assai pesante che testimonia i tempi bruttissimi che purtroppo per noi siamo costretti a vivere e subire.
E’ il caso perciò di tornare a far sentire la contrarietà unanime di questa terra, ribadendo ad alta voce … che tristezza, che squallore, che delusione, che avvilimento!”
I fratelli Tito e Antonio Atella, nipoti del Cav. Giovanni Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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