
CAMPOBASSO – Indennità politiche è caccia, probabilmente fittizia, alla loro cancellazione, ma senza successo. Tutte le vogliono cancellare a parole ma nessuno lo fa. Spingendosi secondo singole iniziative o comunicati stampa che servono per offrire una facciata di moralismo e di responsabilità certamente discutibile sul piano della credibilità in un momento di estrema difficoltà sociale e finanziaria soprattutto sul versante delle politiche locali che toccano le famiglie nullatenenti, Battaglie vere e proprie portate sino in fondo per ottenere un risultato vero tradotto nei fatti realizzato perciò al momento con le parole negli annunci, nessuno le sostiene. Dopo quelle del Consiglio regionale che costa alla collettività oltre 12 mila euro al giorno dove finiscono stipendi indennità diarie rimborsi chilometrici dalle sedi di residenza al Consiglio o agli assessorati, viaggi etc. per non parlare dei vitalizi e i rimborsi mensili che ancora vanno avanti con una formula stranamente ibrida più vicina al sistema retributivo che contributivo, ecco spuntare e quindi essere sottolineati anche i rimborsi e le indennità di un semplice Comune quello più grande, il capoluogo di regione, Campobasso. Poco meno di 50 mila abitanti e oltre 60 mila euro mensili di spese di indennità, dal sindaco ai consiglieri: 4734 euro netti al sindaco, 2840 euro al presidente del Consiglio 2440 euro agli assessori, 860 euro per i consiglieri. Una bella somma oltre agli annessi collegati ad ulteriori spese dei componenti del Consiglio sia essi consiglieri che assessori, che il consigliere dell’Udc Michele Ambrosio denuncia all’assemblea consiliare e all’opinione pubblica sostenendo che il risparmio realizzato da un eventuale rifiuto o forte taglio di queste somme da parte degli interessati, consentirebbe l’attivazione di molteplici iniziative a sostegno delle famiglie più povere e di alcuni servizi essenziali alla città. Un’uscita molto lodevole che non è la prima né sarà l’ultima se questo è lo spirito con cui vengono elaborate e presentate. Ci pare di assistere alla stessa manovra di molti consiglieri regionali che qualche anno fa proposero di attivare iniziative e banchetti raccolte firme per dimezzare gli stipendi degli stessi consiglieri che poi durarono lo spazio di qualche giornata senza mai essere più riprese nelle sedi dove avrebbero dovuto essere condivise e votate. Ambrosio dichiara che una sua proposta presentata tre anni fa di questo genere è nascosta in qualche cassetto del Comune. Bene se vuole andare fino in fondo la faccia tirare fuori, la proponga nell’aula di palazzo Magno e qui se non troverà l’adesione del Consiglio troverà certamente la solidarietà della cittadinanza dell’opinione pubblica della stampa. Qui guarderemo in faccia a quel punto chi è d’accordo e chi vorrà mantenere alcuni privilegi come le indennità. Per il Comune come per la Regione. Aldo Ciaramella
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