ARCHEOLOGIA – Danni al teatro di Pietrabbondante, esposto in Procura

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PIETRABBONDANTE – L’arch. venafrano Franco Valente, componente del Consiglio Nazionale dell’Archeoclub d’ Italia e del Consiglio Scientifico Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli, ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Isernia, denunciando “opere di danneggiamento” al Teatro Italico di Pietrabbondante,  situato in un’area archeologica sottoposta a vincoli di tutela. A deturpare il sito “l’inserimento di protesi lapidee che costituiscono un’offesa al comune senso del pudore e alla sensibilità dei cultori di cose antiche”.
Due i sopralluoghi nei quali avrebbe accertato i danni, uno il 24 aprile 2016 e l’ultimo oggi, 12 maggio 2016, quando si è recato a visitare il Teatro Italico che “è considerato una delle testimonianze più importanti dell’architettura teatrale antica dell’intero Bacino Mediterraneo”.
“L’inserimento – afferma Valente – è avvenuto con la predisposizione di un cantiere privo delle necessarie segnalazioni dalle quali ricavare il nome del progettista, dell’impresa, del direttore dei lavori, della fonte del finanziamento nonché gli estremi delle autorizzazioni”. Personale della Soprintendenza, addetto alla sorveglianza,  non ha saputo dare alcuna informazione circa i responsabili dei lavori.
Valente ha chiesto al procuratore Albano che venga “posto sotto sequestro il cantiere previa confisca dei beni danneggiati e l’ordine di rimessa in pristino”, ma anche “che si accerti se le opere sono state precedute da un progetto, se tale progetto sia stato regolarmente firmato da un architetto che abbia superato l’abilitazione all’esercizio della professione; che si accerti se il progetto ha ricevuto tutte le approvazioni previste dalla legge; che si proceda nei confronti del responsabile archeologico dell’area di Pietrabbondante e per esso del Soprintendente Archeologico del Molise nonché del direttore dei lavori e del suo Ufficio per accertare se il suo comportamento rientri tra quelli di cui all’art. 733 del Codice Penale (Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico, o artistico nazionale, con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a duemila sessanta cinque euro. Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata)”, e di punire eventuali responsabili.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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