CULTURA – Storia e storie da raccontare: Teodoro Salzillo e gli altri mille

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POZZILLI – Fari puntati nel pomeriggio a Pozzilli su Teodoro Salzillo (Pozzilli 20/2/1826 – Venafro 20/6/1904), patriota italiano, intellettuale e legittimista del Regno delle Due Sicilie per il quale combatté sino all’ultimo. Del famoso personaggio si parlerà nel prossimo fine settimana per iniziativa dell’Associazione Turistica Pro Caspoli che col patrocinio della Provincia d’Isernia e in collaborazione con “Et. Cetera”, associazione culturale venafrana, proporrà il convegno “Storia e storie da raccontare: Teodoro Salzillo e gli altri mille”.
Per approfondire la tematica interverranno il prof. Francesco Giampietri e lo scrittore Fernando Riccardi. Margherita Cambio, Presidente della Pro Caspoli, darà i saluti di benvenuto ai presenti. Chi è stato Teodoro Salzillo e quale il suo ruolo storico, sociale, civile e culturale? Trattavasi di un intellettuale che, partito dal piccolo borgo di Santa Maria Oliveto, attuale frazione di Pozzilli, allestì una truppa di contadini e gendarmi sbandati -appunto gli altri Mille, in contrapposizione ai più famosi -sotto il profilo storico- Mille di Garibaldi-, coi quali partecipò a numerosi fatti d’armi contro l’esercito piemontese per ostacolare l’avanzata di Garibaldi nel Matese, tra cui la battaglia del Macerone e la rivolta di Isernia. In effetti Salzillo scelse il Re sbagliato, non già Vittorio Emanuele bensì Franceschiello, seguendolo poi a Gaeta nei giorni dell’assedio e quindi a Roma. Per tale ragione, una volta sconfitta la sua parte militare, cadde nell’oblio. Fiero avversario dei piemontesi, ecco quanto scriveva l’intellettuale molisano nel 1968: “Il progresso e la civiltà nei tempi correnti vengono interpretati diversamente… Oggi progresso e civiltà all’uso piemontese vuol dire abbassamento della suprema autorità, della civiltà e della morale. Secondo la loro (cioè quella piemontese, ndc) moda: la proprietà è furto, il diritto è tirannide, la religione è inceppamento, la pietà è delitto, il fucilare è bisogno, lo spoglio dei popoli è necessità. Chi è dunque cieco anche nella mente da non vedere in questa civiltà e in questo progresso l’abbrutimento della società?”. A Venafro, dove il Salzillo visse gli ultimi della propria vita, l’intellettuale molisano scrisse “Storia civile dell’antica città di Venafro” pubblicata nel 1877.
Il convegno storico di quest’oggi a Pozzilli si svolgerà a partire dalle h 17,30 presso il Ristorante “Da mamma Loredana” al civico 12 di via Filignano.

Tonino Atella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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