SANITA’- Con il popolo della protesta pochissimi sindaci

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CAMPOBASSO – Una marcia sulla città per rimettere la targa di pubblico alla sanità e per annunciare che la protesta non si ferma qui. Il fronte a difesa della sanità regionale, Comitati, Associazioni sindacati operatori sanitari e quant’altro ha sfilato oggi pomeriggio lungo Via Mazzini dal convento dei Padri Cappuccini di via Mazzini  a piazza Prefettura. Un corteo di qualche migliaio di persone abbastanza folto per una manifestazione in un pomeriggio feriale lavorativo che ha visto la presenza di gente proveniente da ogni parte della regione. Molti, quindi, quelli che sentono vivo, combattono, il problema della malattia e del lavoro in ospedale o nelle strutture sanitarie, pochissimi i sindaci paladini di presidi che probabilmente dovrebbero difendere meglio e di più. Una decina i primi cittadini con la fascia tricolore. Quelli che abbiamo visto in prima fila, quasi tutti della sinistra Pd o di Rifondazione, sono coloro che da sempre stanno contestando i Piani operativi sanitari.  Altri volti e nomi, nessuno. Un’assenza che il presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis ha fatto notare con molto stupore commentando ovviamente negativamente il comportamento di amministratori quelli che quotidianamente sono alle prese con le criticità di un welfare sociale e quindi sanitario che naturalmente andrebbe riquadrato anche con il loro suggerimento e l’autorità e gli interventi autorizzati e attribuiti alle loro funzioni da poteri consultivi e amministrativi di legge. Ovviamente la battaglia è puntata sugli ospedali e sulla loro riconfigurazione programmatica sotto vesti e conduzioni diverse. I Comitati rinfacciano al Governatore questa proiezione che secondo loro condurrebbe o in qualche caso già hanno condotto allo smantellamento della sanità pubblica a favore del privato che ormai ha un nome e cognome e quindi la Cattolica e il Neuromed oltre a piccole entità riferite a cliniche private che comunque non fanno numeri tali da giustificare una caduta così evidente dell’offerta sanitaria e il depauperamento di un impianto specialistico e paramedico ormai ridotto all’osso che non più reggere una richiesta che aumenta nel tempo. Sul fuoco ardente di una protesta urlata con slogan e cartelloni dei Comitati a difesa degli ospedali locali sono stati posti in particolare il blocco del turn over, la mancanza di medici specialisti, la carenza di unità infermieristiche, paramediche e tecniche e le risorse sufficienti per mantenere l’attuale ordinaria gestione degli ospedali dove le liste di attesa sono lunghissime e dove l’assenza di personale specializzato in alcuni reparti a Termoli come a Campobasso e Isernia mettono a rischio la cura e la guarigione dei pazienti. Una situazione drammatica, hanno evidenziato i Comitati capeggiati da Pastore e Testa, che annunciando la continuazione della lotta anche nelle prossime settimane, chiedono che il Governatore receda da alcune  scelte amministrative e tecniche e quindi cancelli i relativi provvedimenti messi in atto mentre faccia chiarezza su quell’intesa con i due parlamenterai Ruta e Leva con i quali qualche mese annunciò un accordo sulla revisione dei Piani rimasta, però, alquanto oscura ed enigmatica. Una domanda c’è da fare: se i due parlamentari, evidentemente anche portavoci di tutti questi Comitati, Associazioni etc, ricordando all’uopo la sfilata come quella di Campobasso di oggi dell’on. Leva a Isernia, all’epoca vennero in conferenza stampa a parlare di una rivisitazione della topografia assistenziale e perciò dei posti letto negli ospedali con la correzione degli stessi a favore del pubblico, ora perché si continua a contestare? Il problema a questo punto sarebbe rimettere a posto il turn over riorganizzare per bene il personale e quindi assumere i medici che servono e ripartire attribuendo a quegli ospedali che hanno alcune eccellenze in casa come Larino di lavorare al meglio. O altrimenti si spieghi, si dica la verità su quel confronto a tre con la stampa o meglio i due parlamentari espongano cosa sta succedendo o cosa è accaduto visto che nessuno si espone.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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