FEDE – Cala la devozione, partecipazione più contenuta per i Santi Nicandro, Marciano e Daria

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VENAFRO – Sulla bocca di tanti della seconda provincia molisana circolano con insistenza domande “pesanti” in materia di religiosità nella imminenza della Festa di San Nicandro 2016 di Venafro, ossia la ricorrenza patronale del 16, 17 e 18 giugno in onore dei Martiri della città, i Santi Nicandro, Marciano e Daria che ricordiamo sono anche Protettori della Diocesi d’Isernia/Venafro. Questi gl’interrogativi: la Triade venafrana è sempre ai primissimi posti della fede popolare nella Diocesi? I Santi Nicandro, Marciano e Daria sono venerati dappertutto nel territorio diocesano o c’è qualche abbassamento di fede popolare nei loro confronti? Gli stessi vertici della Diocesi d’Isernia/Venafro avrebbero percepito tale rallentamento e se ne discuterebbe per assumere le più opportune iniziative. Ed allora proviamo a ragionare. Venafro, plurisecolare culla storica del Credo nei riguardi dei fratelli Nicandro e Marciano e di Daria moglie del primo, conserva indubbiamente l’indiscusso primato al riguardo e ne sono testimonianza il mese di preparazione spirituale alle celebrazioni patronali di metà giugno, la partecipazione popolare ai maggiori riti religiosi durante il citato trittico celebrativo di metà giugno in particolare alla processione serale del 18 giugno, nonché la continuativa frequenza della Basilica del Santo Patrono nel corso dell’anno solare. Ciononostante anche a Venafro si avverte che qualcosa non va più come un tempo.
Una percentuale seppure ridotta delle nuove generazioni partecipa relativamente, il che testimonia  che la fede stia scemando da parte dei più giovani! Discorso più o meno analogo anche per tanti venafrani dell’età adulta : la gran parte partecipa ed è vicina al messaggio dei  Santi, altri purtroppo risultano distanti. Un fenomeno questo del tutto sconosciuto sino a qualche decennio addietro quando indistintamente tutte le persone avanti negli anni, nessuna esclusa,     erano tutt’uno coi loro Santi Martiri e lo facevano con assoluta convinzione. Spostiamoci nei Comuni limitrofi. Sino a pochi anni orsono da tali aree era costante e sostanziosa la vicinanza spirituale ai Santi Martiri. Oggi la situazione è tutt’altra: fede e partecipazione molto più contenute rispetto al passato.
Infine l’opportuno focus sul capoluogo provinciale e sul resto del territorio diocesano, sempre in materia di vicinanza ai Santi Nicandro, Marciano e Daria. Il fenomeno, cosa sotto gli occhi di tutti, decisamente più contenuto rispetto ai decenni andati quando dei Martiri venafrani si diceva, si pregava e si condivideva tantissimo e dappertutto nell’intera Diocesi. Questa oggi la schietta fotografia di una fede verso i Santi Protettori Diocesani in evidente calo, situazione di cui -si diceva- si sarebbero avveduti anche in Curia ad Isernia dove se ne discuterebbe per eventuali interventi al fine di tornare a coinvolgere menti e sentimenti, recuperando quanto in parte smarrito. Ed allora, se tanto è, non resta che affidarsi e sperare nell’ennesimo “Miracolo di San Nicandro”, rimedio estremo a cui i venafrani credono ciecamente alla luce di esperienze pregresse. Augurarsi cioè che, tramite l’intercessione dello stesso Martire, le popolazioni dell’estremo Molise occidentale ritrovino quanto perso per strada tornando ad immedesimarsi e credere nell’esempio e nelle opere di Nicandro, Marciano e Daria, i quali si sacrificarono nel 303 d. C. affinché il Cristianesimo s’imponesse definitivamente nell’importante Colonia Julia venafrana, loro che avevano avuto il compito dalla Roma dell’epoca di riportarla al paganesimo.
E chiudiamo con un dato finalmente incoraggiante: la bellissima stampa del martirio di San Nicandro esposta nella Cappelletta isernina dell’Acqua Solfurea dove celebra Don Nello Bonato, in passato Rettore dell’ex Seminario Vescovile venafrano, religioso che evidentemente non dimentica i propri trascorsi e che ha inteso conferire giusta rilevanza al sacrificio del Martire e Protettore Diocesano.
Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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