TRASPORTI – E’ arrivato il momento di cambiare tutto

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CAMPOBASSO – Lo sciopero del personale del trasporto pubblico su gomma a Termoli, secondo i sindacati sarebbe pienamente riuscito. Completa l’adesione all’astensione dal lavoro, secondo Giorgio Simonetti della Filt Cgil, tant’è che se non ci saranno sviluppi concreti per i pagamenti degli autisti della Gtm, i sindacati proclameranno altri scioperi a giugno. Sempre critico intanto il rapporto tra il personale della società municipalizzata di Termoli  la Regione erogatrice dei fondi per il mantenimento in origine del servizio e la società concessionaria. Intanto i dipendenti della Gtm non ricevono gli stipendi da tre mesi, 4 fra 12 giorni. Una situazione quasi drammatica per il personale dell’azienda di trasporto esasperati da uno stato di lavoro che non offre certezze puntuali nell’erogazione degli stipendi  mentre il gioco dello scaricabarile tra Regione Comune e società concessionaria continua ognuno seguendo un proprio copione. Ovviamente l’assessore regionale ai trasporti Pierpaolo Nagni continua a ripetere che la rimessa dei fondi statali avviene ogni sei mesi e l’ente solo in quelle circostanze può eseguire accreditamenti al Comune e perciò i mandati di pagamento. Quest’ultimo o la stessa azienda Gtm, nel frattempo, dovrebbero anticipare le somme per i lavoratori.  La risposta è laconica: nessuno ha risorse che superano i 700 mila euro per sanare 4 mesi di stipendi arretrati. Un tira e molla che produce una ricaduta sociale e politica insopportabile. In atto da qualche anno, diventata con il trascorrere dei mesi  ingovernabile e ingovernata, coinvolge non solo il trasporto urbano ma soprattutto l’extraurbano e le ferrovie generando criticità su tutti i fronti.  Il riposizionamento del settore rivoluzionando e ridisegnando con una forbice molto affilata il sistema attraverso un equilibrato Piano dei trasporti  appare indispensabile. Continuare, infatti, a pagare un servizio complessivo che si aggira intorno ai 60 milioni di euro mentre la Regione ne riceve dallo Stato circa la metà è un verso salasso. Il risparmio sulla “gomma” a chilometri, da 2,10 a km 1,67 come nel vecchio Piano appare necessario. Si abbia il coraggio di eliminare corse morte o inutili con taglio di chilometri che significano costi in meno e si abbassi il costo chilometro. Se tutto quello che era stato valutato dal governo Iorio era uno errore amministrativo e tecnico ci si affretti a realizzarne un altro nuovo e migliore e si ridifinisca il rapporto con le Fs. Non sembra peregrina l’ipotesi che le Fs  possano cancellare ulteriori corse in Molise in particolare sulla Campobasso Termoli. Trenitalia che non riceve le quote di servizio dalla Regione da 3 anni  per una sessantina di milioni di euro e che subisce un Piano di rientro con la Regione rivisto e rinnovato più di una volta portato avanti con molta fatica, incontra difficoltà a tenere su un giusto piano di collaborazione il contratto di servizio rimanendo ferma o quantomeno perplessa di fronte ad azioni di investimento in Molise.    Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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