FINAL CUT – Un taglio allo spaccio di coca e hashish in città, notevole il volume di affari

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ISERNIA – ‘Caffè, sonda, cavallo, caldaia, bella musica, torta’, altro non erano che sinonimi di hashish o cocaina, a seconda delle preferenze dei tantissimi clienti: noti tossicodipendenti della zona e altri giovani assuntori, appena maggiorenni. 10 quelli più affezionati.
I puntini di sospensione negli sms, invece, indicavano il numero di dosi da acquistare e rivendere.
Singolare il gergo utilizzato da 12 persone, indagate tutte per spaccio di stupefacenti nell’ambito dell’operazione Final cut, condotta dalla sezione Narcotici della Questura pentra, che ha dato un taglio netto al mercato della droga sulla piazza di Isernia.
Il blitz della Polizia di Stato è scattato nelle prime ore della mattinata quando, su provvedimento del GIP del Tribunale di Isernia, è stata eseguita la misura cautelare ai “domiciliari” a carico di due persone: si tratta di due isernini di etnia rom Guido Sarachelli, 26 anni, e Giuliano Sarachella (classe ’91), entrambi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti. Inoltre, è stata eseguita l’ordinanza di applicazione dell’obbligo di dimora nel comune di Isernia a carico della moglie di Guido, Marisa Cerasoli, 21 enne nata a Pescara, ma residente a Isernia. L’accusa nei loro confronti è spaccio continuato e in concorso. Sono state anche eseguite perquisizioni domiciliari a carico di tre dei dodici indagati: L.W., con precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio ed in materia di stupefacenti, C.C., rumeno, con precedenti di polizia in materia di porto abusivo di armi e C.M., incensurato.
Le indagini, partite nell’ottobre del 2014 e conclusesi lo scorso aprile, hanno portato alla luce un fiorente mercato con un notevole volume di affari: gli indagati avevano appuntamenti con i clienti alle ore più impensate: 24 ore su 24, e ovunque: piazze, parcheggi di locali commerciali, terminal di autobus, stazione ferroviaria, punti di ritrovo dei giovani isernini erano i luoghi dove veniva venduto lo stupefacente.
Il tariffario applicato andava dai 40,00 euro per una dose di cocaina o 100,00 euro per 1 gr. della stessa sostanza o 70 euro per 1 – 1,5 gr. di hashish. Le piazze di approvvigionamento erano invece due: la vicina Castel Volturno o la città di Pescara. Spesso, gli indagati utilizzavano i mezzi di trasporto pubblico per recarsi in Abruzzo e Campania ad acquistare la droga.
Le quantità tarsportate però erano sempre centellinate per evitare controlli e problemi, ma i viaggi erano frequentissimi. La droga il più delle volte era di pessima qualità.
L’attività di indagine, supportata dall’ausilio di presidi tecnologici e diretta dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Isernia, Paolo Albano, si è caratterizzata per le elevate cessioni quotidiane fatte dagli arrestati e dagli altri indagati in ogni angolo della città. Particolarmente difficile è stato l’operato degli uomini della Squadra Mobile della Questura di Isernia che hanno pedinato gli spacciatori, seguito gli incontri tra acquirenti e venditori, ascoltato e trascritto migliaia di conversazioni ed effettuato sequestri di singole dosi a i vari “clienti”; molti anche i tossicodipendenti interrogati.
Il gip di Isernia, nel provvedimento cautelare, ha affermato che “gli elementi probatori raccolti a carico degli indagati presentano un elevato grado di precisione che non consentono di dare una spiegazione alternativa e diversa rispetto a quella della spaccio di sostanze stupefacenti“.
A parlare dei dettagli dell’operazione, in conferenza stampa, il procuratore della Repubblica Paolo Albano, il dirigente della Squadra Mobile Fabio Capaldo e il questore Ruggiero Borzacchiello che ha voluto sottolineare la professionalità con cui hanno operato i suoi uomini.

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Isernia - arresti

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