UNIONCAMERE – Chiusa per ferie e…… i privilegi rimangono

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CAMPOBASSO – “Ponte” e quindi chiusura al pubblico, oggi, alle Camere di Commercio del Molise, a Campobasso come ad Isernia. Lo ha deciso il segretario generale dell’ente camerale unilateralmente motivando il provvedimento quale <taglio di spese e spending review>. Ulteriori “ponti”, pare, ci saranno, secondo alcune segnalazioni esterne, il 31 ottobre e il 9 dicembre. Una scelta che ha scatenato polemiche fuori e probabilmente dentro le due Camere di Commercio molisane dove evidentemente resistono ancora forti risentimenti per come sono andate le cose nella scelta dei vertici politici e dirigenziali dell’ente e fuori dove certamente cittadini e imprenditori hanno trovato in modo inatteso il cartello <chiuso per ferie>. Le proteste hanno travolto soprattutto il segretario generale dell’Unioncamere rea di aver deciso in questo senso nei limiti che il regolamento le attribuisce probabilmente per recuperare e perciò per azzerare, cosi come si farà per i prossimi “ponti”, ferie arretrate ai dipendenti che altrimenti l’Ente avrebbe dovuto pagare. Il presidente dell’ Unioncamere Paolo Spina di fronte a tanto rumore ferma le bocce della protesta e dichiara in qualche modo asetticamente dovendo difendere evidentemente il provvedimento più per ragioni di appartenenza che per convinzione :<E’ una determina del segretario regionale che io non discuto. Tanto è già stato precedentemente essendoci la possibilità di poter far recuperare le ferie ai dipendenti in questo modo. Se è una illegittimità se ne assume le responsabilità il segretario generale. E’ una esagerazione quella attribuita di interruzione di pubblico servizio. Il sistema camerale grazie ad alcuni provvedimenti di taglio delle spese è un sistema efficiente. Poi aggiungo un particolare. Questo o questi che scrivono e denunciano alla stampa lamentandosi della chiusura di oggi devono sapere che tutte le imprese utilizzano servizi telematici collegati con noi e quindi molte notizie e pratiche si possono condurre da casa attraverso chiavi di lettura autorizzate insieme ai dottori commercialisti che ne hanno ugualmente accesso. Certamente la gestione del personale passa in molti uffici statali e locali anche attraverso queste procedure, quindi le accuse all’Unioncamere sono strumentali. Ma un giorno come questo a cavallo di tre giorni ugualmente festivi è una presa di posizione rinunciataria rispetto all’erogazione di servizi? Mi sembra un’esagerazione>. Aggiungiamo però delle brevi e piccole considerazioni. Vanno bene la spending review, i tagli delle spese, ma ci sembra inaccettabile che il presidente dell’Unioncamere abbia ancora un compenso lordo che è vicin ai 40 mila euro lordi e che otto assessori della Giunta prendano ancora gettoni di presenza o indennità per le convocazioni di Giunta (2-3 al mese) e per il Consiglio (4-5 annue) per alcune centinaia di euro mensili e che i 28 consiglieri, prima 22, percepiscano anch’essi indennità a gettoni per la presenza nelle assemblee consiliari. Inoltre nell’ Unioncamere ci sono ancora l’auto blù, di alta cilindrata e l’autista a disposizione per gli spostamenti del presidente. Senza parlare del compenso, comunque, elevato attribuito al segretario generale che si aggira sui 100 mila euro annui. Parliamo di spending review quando ancora si spendono tutti questi soldi per mantenere un apparato di tale caratura? Che ha subito accorpamenti, che il Premier Renzi ipotizza di ridurre drasticamente, le cui tasse di adesione sono state dimezzate e che ha un personale certamente in esubero che andrebbe presto ricollocato diversamente.  Bene, si chiudano pure gli Uffici per non pagare le ferie ai dipendenti ma si abbia il coraggio di dare un segnale di buon senso e di giusto equilibrio amministrativo ed economico spalmando e ridistribuendo i sacrifici su tutti. La “casta” nominata o eletta non può rimanere sempre fuori dall’austerity finanziaria scaricando sulla pelle degli altri la spending review. Meritevole il presidente Paolo Spina per aver dato un’accelerazione sostanziale all’unificazione delle due Camere di Commercio. Una sola fanno meno spese <politiche> che comunque, sebbene dimezzate, sono rimaste sui bilanci del sistema camerale.      Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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