AMMINISTRATIVE – Strenua lotta tra “potentati” in Molise cambia poco

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CAMPOBASSO – Senza grandi botti i risultati finali delle Amministrative 2016 in Molise. Nei 33 Comuni delle due Province dove si è votato, alle prime luci dell’alba si sono registrate posizioni ben delineate. Resta lo scrutinio incompleto di Isernia dove si proseguirà fino al primo pomeriggio. Nel capoluogo pentro tre liste su nove  si contendono il lasciapassare per il ballottaggio del 19 giugno. Quella del generale D’Apollonio portato dall’ex governatore Iorio, la prima nella lista dei playoff,  e una tra  Melogli, bandiera di Forza Italia e la Formichelli del Pd. Fuori resterebbe Cosmo Tedeschi. Staccati e fuori dal ripescaggio per il ballottaggio gli altri 5 raggruppamenti. Un quadro che non presenta novità di rilievo per situazioni che si conoscevano evidentemente in partenza dove certamente si concentrano gli interessi e le spinte della città soprattutto quella che conta che ancora riesce a fare massa critica e a condizionare l’altra parte della città che avrebbe dovuto forse acquisire una maggiore rabbia e orgoglio nei confronti di una classe dirigente che se vogliamo, gira e rigira, è manovrata e guidata sempre dagli stessi gruppi di potere e professionali. La partita comunque non è finita, perché ancora non conosciamo i concorrenti definitivi che vanno al ballottaggio. Uno spareggio che si giocherà il 19 giugno aprendo da subito un altro capitolo, si spera questa volta più chiaro rispetto al grigiore di occasioni simili del passato, fatto di apparentamenti inciuci soliti e una serie di accordi fuori da ogni regola soprattutto partitica ammesso che i partiti come luogo di confronto e di scelte esistano ancora. Poche le novità negli altri Comuni. Ha vinto una buona percentuale di sindaci uscenti. Con il ritorno di molti che avevano dovuto lasciare cinque anni fa infilandosi, tuttavia, in qualsiasi lista pur di restare in amministrazione svolgendo così ruoli di oppositori o di vicesindaco perché la legge non consentiva il terzo mandato, poche le facce nuove e soprattutto giovani, molti affossati da un popolo elettorale che grida al rinnovamento e al cambiamento però poi si “acciuccia” nell’urna elettorale con quello che promette e non fa nulla. Risultati un po’ a sorpresa a Bojano e Agnone i due paesi più grandi insieme a Venafro della Provincia di Isernia. A Boiano grande lotta tra i potentati del paese.  Soprattutto tra coloro che alla fine si sono contesi la vittoria sul filo di qualche centinaio di voti. Da una parte Marco Di Biase, proprietario di Villa Ester, rampollo di una famiglia nota e radicata nella cittadina matesina e dall’altra Massimo Romano, strenuo oppositore del Governatore Frattura, già consigliere regionale e comunale a Campobasso, appartenente anche lui ad una famiglia altrettanto nota che ha già guidato il Comune negli anni ’80 e ’90. Ha vinto Di Biase del Pd, sorretto da Frattura. Una botta inattesa per Massimo Romano dopo la sconfitta alle Regionali di tre anni fa da cui sperava di rialzarsi ricominciando dal suo paese, Bojano. Lontane le altre tre liste. Ad Agnone vince Lorenzo Marcovecchio sull’uscente Carosella in discontinuità con il passato. Asse nuovo anche nel Basso Molise sulla linea San Giacomo degli Schiavoni Portocannone e Ururi Molise dove gli interessi e le problematiche hanno maggiore incidenza su un tessuto economico sociale e produttivo più dinamico e quindi più evoluto che nell’interno del Molise centrale. Aspetti che si sono naturalmente ripercossi  nella partecipazione al voto che è stata più alta rispetto agli altri paesi della provincia di Campobasso dove si è votato. Della Porta a San Giacomo Caporicci a Portocannone e Primiani a Ururi rappresentano il nuovo sebbene il loro impegno per le comunità dove insistono non è di ieri. Il Molise più piccolo quello interno si è affidato ancora una volta a volti del paese, conosciuti, onesti lavoratori, impiegati o professionisti, appartenenti a famiglie con ampie ramificazioni, numerose e quindi importanti per i numeri che esprimono nelle competizioni elettorali che hanno espresso come in passato, sindaci volenterosi che tengono alla loro immagine ritornati alcuni nuovamente in sella ma che però devono scuotersi, molti, dalla soggezione e dalla suggestione politica verso questo e quel politico nazionale e regionale di riferimento e lavorare e pensare più con la testa propria e con quella dei cittadini che ogni giorno si recano nei loro uffici a rappresentare i problemi e le criticità delle comunità che spesso vengono dimenticati  o poco considerati nelle sedi istituzionali di competenza.                                                                              Aldo Ciaramella     

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