AGRICOLTURA – Per Amodio De Angelis nessuna attenzione alla produzione di qualità

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CAMPOBASSO –  Agricoltura e ambiente, simbiosi di qualità. Un binomio che il Molise porta su tutte le specialità di coltivazione specifiche del suo territorio i cui prodotti finiti spesso sono bistrattati dagli imprenditrori dell’agroalimentare locale che preferiscono approvvigionarsi della materia prima fuori regione e molto spesso da paesi dell’Est per produrre e poi vendere sui mercati locali e nazionali con umiliazioni per il territorio e pertanto per chi si adopera a conservare una biodiversità meravigliosa che si riflette positivamente su quanto si produce salvaguardando così la salubrità e la qualità dei prodotti e infine la salute dei consumatori. A lanciare l’allarme e Amodio De Angelis già presidente della Coldiretti Molise, del Consorzio agrario regionale e presidente della Camera di Commericio di Campobasso, imprenditore agricolo in basso Molise che da tempo si adopera su questo versante:<Fare l’agricoltore, per me e per tantissimi miei colleghi, è, oggi più che mai, una scelta di vita, non un mero calcolo economico, con la visione di un interscambio proficuo tra uomo e natura, a beneficio del consumatore. Non posso, quindi, immaginare un futuro, in Italia, con fettine agli ormoni e col pollo alla varechina, che rischiano di finire nel piatto dei cittadini italiani e dell’Unione Europea, e neanche carne e latte provenienti da animali clonati, come la pecora dolly, che sono liberamente ammessi negli Usa, e neanche la coltivazione di Ogm, come non accetto la presunzione statunitense di continuare a sfruttare impropriamente i nomi dei più prestigiosi prodotti alimentari italiani.> Le perplessità di Amodio De Angelis sono legate al negoziato sul Transatlantic Trade and Investment Partnership, (TTIP), l’accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America, i cui contenuti stanno registrando molte perplessità tra i consumatori e i produttori agricoli italiani, così come da parte di Coldiretti:<L’Unione Europea – denuncia De Angelis – non può rinunciare agli elevati standard di qualità raggiunti in Italia, nel corso degli anni, nell’agroalimentare, ma al contrario bisogna guardare alle domande che vengono dal mercato, sia in Europa e sia in Usa, e innalzare il livello di sicurezza dei prodotti e marcare le nostre tradizioni alimentari. Infatti, anche negli Usa cresce solo la domanda di prodotti Made in Italy, legati al territorio, con forte natura identitaria e garantita dal punto di vista della sicurezza alimentare e ambientale. Anche se poi, spesso, le grandi industrie alimentari italiane continuano a fare il gioco delle tre carte, magnificandosi del marchio made in Italy, ma utilizzando prodotti agricoli stranieri> Si sofferma poi soprattutto sulla qualità della pasta italiana che non usa per gran parte di frumento locale e quindi italiano:< Come nel caso della pasta italiana, che continua ad ampliare il mercato straniero, ma boicotta il grano italiano, per speculare sul prezzo al ribasso e danneggiando l’agricoltura nazionale e, quindi, il territorio e l’economia italiana. E quest’anno gli agricoltori si sono trovati in più gravi crisi di liquidità, perché al pessimo andamento del prezzo del grano si sono aggiunti i ritardi nei pagamenti da AGEA per i premi PAC.>. Per De Angelis il binomio agricoltura e ambiente è una simbiosi indispensabile per l’adeguata qualità della vita dei cittadini e prosegue: <Se vivere in un ambiente sano è necessario per la salute dei cittadini, un’agricoltura ecosostenibile è necessaria per preservare un territorio integro, che a sua volta è a base di prodotti agricoli di qualità. Occorre, quindi, che le Istituzioni regolamentino adeguatamente le attività sul territorio, contrastando quelle a elevato impatto ambientale e i cittadini vigilino per pungolare in tal senso politici e governanti. Ma occorre anche garantire il giusto equilibrio tra la natura e le attività agricole. Ci sia da monito il devastante inserimento, in Molise e nel centro Italia, della specie di cinghiali più prolifici e resistenti, il cui moltiplicarsi e le cui conseguenze negative, sulle aziende agricole e l’incolumità degli automobilisti, ancora non si riescono ad arginare. In proposito va dato atto alla Regione Molise e al Presidente Frattura, che si sta impegnando anche in prima persona, che si è arrivati, finalmente, alla proposta del nuovo piano faunistico venatorio, che, con l’apertura alle successive proposte integrative di associazioni di categoria e parti sociali, potrà rappresentare un valido strumento per una politica più incisiva ed efficace sul problema che attanaglia il Molise>.

 

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