POLITICA – Niente dialogo, nel Pd il confronto anzi lo scontro cammina su facebook

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CAMPOBASSO – Una partita a scacchi quella del PD nel dopo Amministrative.  Una gara con le controfigure, a distanza, senza neppure guardarsi in faccia dopo la batosta di Isernia e di Agnone. Una serie di accuse, di minacce, di retropensieri, di passato e di annunci solforati ma velenosi  dove la colpa è di tutti e di nessuno che annunciano certamente scenari inediti. Da una parte il segretario del partito Micaela Fanelli, dall’altra Danilo Leva mentre il buon Alfonso Di Iorio, persona di grande spessore e di equilibrio umano e politico, segretario provinciale ad Isernia, dopo la débâcle pentra e gli innumerevoli enigmi tutti da scoprire nel voto di domenica e prima che cominciasse una resa dei conti inevitabile e insopportabile da subire per uno come lui, ha tolto il disturbo sicuro che continuare a mantenere solo virtualmente all’interno di un partito democratico così ridotto e con strali e fulmini in arrivo la carica di segretario è inutile. Evidentemente avrebbe avuto anche difficoltà a spiegarlo. Ebbene, e invece di parlarsi immediatamente dopo quanto accaduto, di aprire un confronto, come un caso del genere avrebbe richiesto, ci si nasconde o si mandano via etere i piccioni viaggiatori a cui si affidano per la consegna messaggi cifrati ma soprattutto stracci che avvelenano una situazione diventata chiaramente di grande confusione, di incomprensione di intolleranza e in alcuni casi di sopportazione reciproca arrivata al culmine. Vediamo, infatti, come tra dirigenti di partito ci si accusa e ci si schernisce attraverso i social network, con facebook. Il botta e risposta tra l’on. Leva e il segretario Fanelli di queste ultimissime, ore con l’on. Ruta completamente assente, mi ha provocato curiosità ma anche tanta meraviglia e incredulità quasi smarrimento. Credo si sia arrivati al capolinea del buon senso politico. Se non si trova l’occasione di dialogare l’uno di fronte all’altro, subito, all’indomani di un risultato così inatteso e rovinoso o di ritrovare la dignità politica e quindi di concertare un’analisi in maniera allargata e consapevole per tracciare la strada più opportuna per ripartire insieme con soluzioni rivedute e corrette, vuol dire che il Pd deve interrogarsi su molte cose  e orientarsi senza troppi indugi su scelte diverse e articolate a cominciare dai suoi vertici. Quanto si è consumato con il <siluramento> di Brasiello recentemente a palazzo San Francesco per arrivare a quanto oggi commentiamo, l’astio creatosi con Tedeschi che è uscito dal partito democratico per realizzare un’altra casa elettorale in occasione delle consultazioni di domenica, tanto per enunciare i casi più evidenti, costituiscono le prove provate più clamorose di un malessere fratricida in atto da lontano.                                                                                                  Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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