SOCIALE – Baraccati di Venafro, in una roulotte da due anni

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VENAFRO – A giorni, esattamente il 17 giugno che tra l’altro per Venafro è la giornata principe dell’intero anno ricorrendo celebrazioni e festeggiamenti per il veneratissimo Patrono San Nicandro, saranno esattamente due anni e mezzo che Paola e Pasquale, la coppia quasi 60enne nota alle cronache come “I Baraccati” di Venafro, vivono loro malgrado in una roulotte tra gli oliveti del Campaglione, periferia ovest della città, dopo aver perso tutto quanto avevano. In breve la storia dei due : per vicissitudini varie i due coniugi, lei invalida e cieca civile, furono costretti il 17 gennaio del 2014 a riparare in una malmessa baracca metallica messa su alla meglio nell’unica proprietà rimasta all’uomo, appunto un uliveto a ridosso della Cattedrale venafrana, baracca che lasciarono l’anno successivo per essere ospitati a pochi metri in linea d’aria e sempre nello stesso uliveto in una quanto meno decente roulotte donata loro da privati del napoletano e portata a Venafro da gente di Isernia e Roccaravindola, stante la persistente assenza (fenomeno tuttora in piedi !) del benché minimo intervento da parte delle istituzioni pubbliche di Venafro e dell’intero Molise ! In verità, all’inizio di siffatta avventura esistenziale si affacciò un pomeriggio al Campaglione l’allora assessore regionale alle politiche sociali Pietraroia, che rimase allibito e scandalizzato dalle impossibili condizioni di vita de “I Baraccati”. L’esponente politico, alla vista dell’impossibile baracca, promise interventi ed interessamenti, ma dal dire al fare com’è risaputo ce ne passa, per cui Paola e Pasquale sono rimasti lì senza aiuti e soccorsi di alcun tipo ed il prossimo 17 giugno saranno ben due anni e mezzo che aspettano che qualcosa e qualcuno si muova.
Nel frattempo continuano a vivere tra mille difficoltà e senza wc (!), servendosi ogni mattina di un secchio per le loro necessità fisiologiche, giusto come facevano un po’ tutti  dopo il secondo conflitto mondiale … ! Dato il persistere di tale incredibile e sotto molti aspetti assurda vicenda umana e sociale in una città storicamente civile, evoluta e progredita come Venafro, alcune considerazioni appaiono più che doverose. Subito un dato, detto esplicitamente : Venafro ha di fatto cancellato e messo all’angolo Paola e Pasquale, finendo per disinteressarsi  del tutto della loro storia. Oggi, per la stragrande maggioranza dei venafrani è come se Paola e Pasquale non esistessero ! Perché? “Avevano tanto in fatto di immobili e proprietà -è il pensiero corrente ed in effetti è così-potevano essere più accorti, evitando di fare la fine che hanno fatto ! Adesso  che vogliono? Che possiamo fare noi?”. E sulle ali di siffatti ed assai particolari concetti la civile Venafro ha accantonato Paola Monti e Pasquale Palombo girando loro le spalle, tant’è che la roulotte -come detto-  gliela dovettero regalare e portare su al Campaglione privati e volontari di S. Giorgio a Cremano (Napoli), Isernia e Roccaravindola di Montaquila. Di contro di interventi ed impegni da parte di Venafro – sia dal Comune che dalla stessa Chiesa Cattolica -nemmeno l’ombra, tanto che i privati forestieri che all’epoca si adoperarono per Paola e Pasquale non mancarono di sottolinearlo e stigmatizzarlo, una volta constatata la totale assenza delle istituzioni comunali ! Ed allora ? Questa è la soluzione ultima -cioè zero interventi pubblici – di Venafro e del Molise nei confronti de “I Baraccati” del Campaglione, impietosamente da abbandonare, da lasciare al loro destino ? E la misericordia di cui a ragione parla Papa Francesco verso chi soffre, la consistenza quotidiana dei soccorsi umani dell’Italia verso rifugiati, extracomunitari e disgraziati in genere di cui il Presidente del Consiglio Renzi ogni giorno elenca la portata  sono forse discorsi campati in aria, o meglio validi solo per tutti gli altri, meno che per Paola e Pasquale ? In effetti viene da pensarlo, visto il numero di extracomunitari che ogni giorno girano tra Isernia, Monteroduni, Venafro, Roccaravindola, Montaquila ect, tanto per restare in zona, supportati da vitto, alloggio e “paghetta” delle istituzioni pubbliche italiane attraverso le tasche, leggi le tasse dei cittadini ! E per Paola e per Pasquale ? Niente, assolutamente nulla da due anni e mezzo ! Né un wc, né un alloggio popolare, né ombra di intervento o aiuto pubblico ! E’ questa l’Italia del diritto ? Mah … !  Tonino Atella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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