SANITA’- La confusione c’è ed è tanta, ma aspettiamo i fatti

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CAMPOBASSO – Ritorniamo sulla sanità. Poche righe sollecitateci dalla Cgil che sottolinea il”fatto” del giorno: il trasferimento o l’integrazione della chirurgia vascolare dal Cardarelli alla Cattolica. Per dovere di cronaca e per onestà intellettuale diciamo che tanto è avvenuto per carenze sottolineate o esposte all’autorità giudiziaria dagli stessi addetti ai lavori come riportato in cronaca nei giorni passati dagli organi di informazione per le evidenti carenze di ordine generale e del personale all’interno del reparto. Il decreto o il provvedimento di trasferimento al centro di ricerca biomedica Giovanni Paolo II è stato immediato naturale. Non potendo evidentemente con le mani legate adottare altri provvedimenti. Ma ritorniamo alla sostanza. Chirurgia vascolare si trasferisce o sparisce? Si trasferisce. Ebbene vuol dire che i professionisti al momento in organico nel Dipartimento dell’ospedale di Tappino potrebbero andare ad operare se accettano, non si sa come, e questo è un altro aspetto, nel sistema logistico e sanitario della Cattolica. A questo punto se le cose andranno così come ci sono state spiegate alla fonte, i disservizi dovrebbero essere zero. Anzi. Il reparto di chirurgia vascolare andrebbe a inserirsi in quel blocco formato da cardiologia e da cardiochirurgia che rappresenta un’eccellenza della Fondazione da cui trarre le migliori esperienze e quindi risposte ottimali per percorsi specifici attinenti le patologie di natura cardiologica e cardiovascolare quelle più insidiose nei ricoveri di questo tipo. E qui casca nuovamente il mondo. Con furore si rialimenta, ora anche la Cgil, la contestazione sull’ integrazione Cattolica Cardarelli. Il trasferimento e non la chiusura della vascolare riapre dubbi ed equivoci. Il fatto certo che il reparto andrà nei locali della Fondazione Giovanni Paolo II offrendo le stesse prestazioni del passato. Le diatribe di altra natura interessano poco al cittadino. Se alla Cattolica l’offerta del nuovo Dipartimento qui ricomposto possa combinarsi al meglio con il sistema combinato Cattolica Cardarelli senza costi per l’utente ben venga. Un percorso virtuoso costruito a più mani e menti unendo al meglio professionalità e saperi del pubblico e del privato senza nulla togliere nulla al diritto alla salute è un obiettivo che non va ostacolato. Gli annunci del Governatore sono indirizzati in questo senso. E fino a quando non ci saranno prove contrarie cioè sino alla completa fusione delle due strutture con la realizzazione di un grande ospedale con tutte le specialità continuiamo a crederci. Faremo le nostre valutazioni dopo aver visto la conclusione del percorso annunciato. Fin qui nulla questio. I problemi seri rimangono sul piano dell’organizzazione che nessuno conosce all’interno della stessa Cattolica, come articolarla e prevederla soprattutto in funzione del personale e sul piano finanziario. La Fondazione Giovanni Paolo II realizza un budget di prestazioni erogate di oltre una quarantina di milioni di euro annui, per altre integrazioni chiede pagamenti per quanto prodotto. Sotto questo aspetto si viaggia molto nel buio, un atteggiamento pericoloso, che intanto potrebbe produrre disagi e disservizi sul piano generale nell’offerta sanitaria e problemi al cittadino. Insomma per questo e per altro la Cattolica chiede che da subito si chiariscano i contorni dell’annunciato blocco unico, come verrà effettuato, chi lo dirigerà come verrà sorretto economicamente. Vivere alla giornata e ogni giorno appurarne una su cui non si è avuto alcun confronto, non va giù a nessuno, in particolare ai vertici della Fondazione Giovanni Paolo III. La Cgil che in altra parte del giornale solleva dubbi sulla riproposizione del sistema sanitario regionale e quindi sulla riqualificazione o cancellazione di reparti e di quant’altro dal Cardarelli, farebbe bene insieme agli altri sindacati a condurre il dibattito su questi punti anche un duro braccio di ferro. Continuare a raccogliere provocazioni dall’esterno e puntualizzare situazioni che fino a quando non verranno materializzate e farne una bandiera e politicizzarle al massimo appare a dir poco pretestuoso. Si cominci a sollecitare un confronto serrato in tempi rapidissimi per sapere piuttosto questa benedetta collaborazione o “trasfusione” del Cardarelli alla Cattolica  come avverrà. Questo il punto. Pochi la conoscono e tutti sono curiosi di saperne di più. Ogni altra cosa è demagogia.

                                                                                                                                                       Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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