POLITICA – Molise a “pezzi” si comincia dalle Forze dell’ordine

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CAMPOBASSO – Fuori dalla Giunta, Michele Petraroia dai banchi di palazzo D’Aimmo nelle vesti probabilmente più consone a lui, quelle di consigliere libero e cosciente di condurre battaglie civili e politiche dimenticate, ha ripreso ieri mattina in Consiglio la toga di un Marco Tullio Cicerone di provincia per ricordare all’aula e soprattutto alla delegazione parlamentare che bisogna affrettare i tempi per chiedere un incontro immediato al Governo nazionale per discutere sulla soppressione di presidi delle forze dell’ordine e militari delicatissimi e importantissimi presenti in città e in regione. Fa appelli, pertanto, a fare squadra senza riserve personali e ideologiche per fermare almeno per il momento lo smantellamento istituzionale a cominciare da quello della Legione dei Carabinieri e per finire alla Corte d’appello. Un ordine del giorno firmato dal rappresentante di Dem ha “costretto” finalmente tutti a fissare l’attenzione sull’argomento e in particolare sulla difesa dell’autonomia regionale. Perché questo scomporre pezzo per pezzo e quindi mettere mano in maniera definitiva alle istituzioni locali presenti da decenni necessari per mantenere ancora in vita la Regione Molise e alcuni servizi, strategici per la sicurezza del cittadino portano alla scomparsa dell’identità politica della confusione civica e sociale e quindi di tutte quelle Istituzioni e quadri vertistici che la legittimano ancora oggi a recitare il ruolo di Regione autonoma degna di rispetto e con una dignità che le deriva dal suffragio popolare nel confronto più alto istituzionale e con le altre Regioni. La Manzo di Cinque Stelle venuta in aiuto di Petraroia sul tema dai banchi dell’aula ha ricordato bene come la delegazione parlamentare composta da quattro onorevoli e senatori appartenenti alla maggioranza di Governo non si adoperi a palazzo Madama o in Parlamento al meglio risultando troppo distante dal problema. La Manzo, infatti, ha sottolineato come i 4 parlamentari siano molto allineati quando devono dare il loro voto per la fiducia a Renzi trascurando che la vertenza Molise ha bisogno di un’azione e una pressione forti sul Premier,   combinate tra tutte le forze politiche. I comunicati stampa, aggiungiamo noi, o le uscite, le dichiarazioni e le interpretazioni all’insegna di un regionalismo nascosto senza sforzo e responsabilità nelle riunioni locali senza sbocchi autorevoli nelle sedi romane servono a nulla. La manovra del Governo sul Molise è ormai condotta allo scoperto. Comincia nei fatti con la cancellazione del Comando della Legione dei Carabinieri e con quella prevista della Corte d’Appello da Campobasso. Un provvedimento quest’ultimo che rappresenta  l’inizio inderogabile di una scomposizione di fatto della Regione e dei suoi apparati politici e statali programmata in un tempo medio, silente, poco a poco per surrogarla in un sistema succursale riferito ad un altro quadro politico e istituzionale dove per il Molise è come ritornare indietro di 50 anni.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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