SANITA’ – Dopo i sacrifici si cerca il riallineamento del settore

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SANITA’, vorremmo una tregua o quantomeno capire cosa sta succedendo. L’hanno chiesto sotto traccia il Governatore Frattura e il manager Asrem ing. Sosto nella conferenza stampa di ieri dove hanno smentito qualsiasi stop all’emergenza o all’urgenza presso l’ospedale “Cardarelli” di Campobasso, la vorrebbero i cittadini stanchi evidentemente di un clima ostile creatosi intorno ai nuovi Piani operativi diventati un campo di battaglia dove si crea e si annulla tutto dove prolifera una contrapposizione formata da Forum, in parte sindacati e qualche associazione che conducono un confronto dialettico troppo muscolare e di piazza ora attorcigliatosi su esposti e carta bollata, convinti che per i cittadini curarsi e assicurarsi prestazioni ospedaliere e specialistiche di un certo livello sarà sempre più un’utopia per il futuro. In mezzo non ci sta nulla perchè sembra che la mediazione proposta più volte per aprire un canale di interessi privati e pubblici come ci sono sempre stati in sanità senza danneggiare nessuno e a beneficio della salute pubblica, non dia alcun riferimento di unione e di sintesi. Insomma senza un giusto e sereno ragionamento non si mette la freccia per alcuna piazzola di sosta dove fermarsi e poter capire la direzione giusta da prendere. Un fatto è certo: la strada della ristrutturazione del settore appare inevitabile. Altre Regioni, quelle inguaiate anche peggio del Molise, lo hanno fatto già da tempo. Troppo pesante il fardello del passivo della sanita maturato e accumulatosi negli anni, troppi torrioni specialistici privati e pubblici inutili e costosi, troppa medicina privata con posti letto ritagliati e se ulteriormente ridimensionati meglio ancora, troppa spesa incontrollata con un carico economico stratificatosi negli anni per forniture enorme che pesa come un macigno sulla contabilità regionale. Ora, impuntarsi a “vita” e non uscire dal pantano, da ambedue i fronti, non serve a nessuno. La spiegazione del governo regionale su alcuni provvedimenti appare sulla carta accettabile e indispensabile per un Piano di rientro che va avanti da 11 anni a lacrime e sangue. Aspettiamo, come ha affermato nella conferenza stampa di stamane, il Governatore Frattura, il prossimo anno, quando il turn over potrà consentire l’assunzione di medici e personale tecnico e paramedico, di stabilizzare i precari e di azzerare il deficit anche secondo alcune formule bancarie, mutui e contributi della Conferenza Stato Regioni messi in atto per poter proseguire senza la fune al collo. Limitare, come ha ripetuto il direttore generale Sosto i ricoveri non urgenti fanno un pò di cassa e si adeguano alla migliore erogazione del servizio ospedaliero in questo momento in cui manca il personale e quel poco che c’è, una parte, va in ferie.  Di fronte a tanti guai che si hanno in casa e su cui bisogna mettere riparo continuare, però, a camminare con le pistole puntate e non incontrarsi disarmati per ritrovarsi a coniugare i sacrifici alla migliore formula di offerta sanitaria senza ulteriori oneri per i pazienti, non aiuta nessuno e inasprisce un  contesto sociale a dir poco disorientato di fronte a tale spettacolo. Le criticità  della sanità di oggi vengono dal passato e appartengono alla responsabilità di tutti. La nuova sanità deve essere parametrata ai migliori concetti e valori della vita, a cominciare dalla prevenzione e quindi del benessere fisiologico e in particolare del rispetto della dignità per chi deve curarsi. E’ d’obbligo riformarla bene, sottolineamo bene. Concedere le attenuanti del caso a chi è impegnato a farlo e aspettare che il sistema si riallinei con l’obiettivo di dare assistenza a tutti come promesso, credo che non sia per alcuno un sacrificio da sopportare. Se poi tutto si riduce ad una lotta politica che si trasferisce anche su questo livello di interlocuzione e su una materia complicatissima arroccatasi nei decenni su cucuzzoli inaccessibili,  a noi non interessa per niente né la vogliamo tollerare. E non interessa soprattutto ai cittadini che hanno bisogno di certezze in questo campo dove la salute e la vita non si cambiano o si avviliscono per alcun compromesso o baratto senza contenuti.

                                                                                                                                                                        Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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