VENAFRO – Si metta a disposizione la SS.ma Annunziata gratuitamente

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PIA UNIONE – Via i mercanti dal Tempio: «Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è la lista dei prezzi per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la messa. E il popolo si scandalizza». Guai alle chiese che fanno affari, «la redenzione è gratuita!», esclama Bergoglio. Dopo l’omelia di Papa Francesco, arriva un suggerimento alla prossima amministrazione della Pia Unione di Venafro, i cui cinque nuovi amministratori a breve daranno vita alla futura gestione dell’ente. Il suggerimento arriva da cittadini venafrani e riguarda il particolarissimo e per molti versi indigesto prezzario esposto all’ingresso della Chiesa della SS.ma Annunziata (di proprietà della stessa Fondazione) per quanti intendono fruire di tale luogo di culto per matrimoni, battesimi, cresime ed usi non liturgici in genere. Questi gli euro da versare per l’utilizzo della SS.ma Annunziata: matrimoni/200 euro, battesimi e cresime/ 100 euro, usi non liturgici compatibili con la sacralità del luogo e preventivamente avallate dal Vescovo/ 200 euro. A tali costi vanno aggiunti 50 euro per la pulizia della chiesa dopo averne fruito. Tale prezzario, voluto da precedenti amministrazioni della Pia Unione, era stato ideato per fronteggiare le spese di gestione del luogo di culto, ma non ha avuto mai il consenso popolare apparendo sin dall’inizio come sgradita richiesta di denaro alla collettività. La gente cioè non ha mai condiviso la novità, pur dovendo giocoforza accettarla in frangenti particolari. La questione d’indubbia portata sociale viene adesso rispolverata e portata all’attenzione dei futuri amministratori della Fondazione perché si abolisca un qualcosa che il cittadino di Venafro e dintorni, nonostante motivazioni e quant’altro, non ha mai accettato né gradito. “D’accordo sulla consistenza della gestione del luogo di culto in questione indubbiamente impegnativa ed onerosa -si asserisce da parte della gente- ma resta pur sempre cosa poco simpatica il chiedere denaro al fedele per fruire di un luogo di culto. La Pia Unione è in difficoltà per accudire alla SS.ma Annunziata e chiede denaro a quanti intendono utilizzarla? A parte che è risaputo che la Fondazione ha in cassa qualcosa come 2 milioni di euro, frutto di aste pubbliche di vendita dei terreni per realizzare la casa di riposo per anziani idea rimasta poi solo nelle intenzioni, se proprio necessario suggeriamo ai futuri Presidente, Assessori e Consiglieri della Pia Unione di rinunciare a parte o a tutti i propri emolumenti mensili per devolvere le stesse somme alle spese di gestione della SS.ma Annunziata, effettivamente impegnative ed onerose. Mai però chiedere al fedele o al cittadino in genere di pagare per avere in disponibilità, per fruire di un luogo di culto! D’accordo che parliamo di proprietà privata e non della Curia, ma Papa Francesco ha appena invitato a non fare cassa coi luoghi di culto aprendoli a tutto e a tutti. Si farà altrettanto con la SS.ma Annunziata? Come venafrani ce lo auguriamo di vero cuore!”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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