CITTA’ – Recuperiamo e valorizziamo il volto murattiano

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CAMPOBASSO – Cinema Ariston, la storia di una città capoluogo, diennea di una parte del suo vissuto legato alla gioia e al sentimento di un capoluogo e di una parte della provincia che per generazioni hanno trovato nel teatro più famoso dell’interland locale accoglienza e ristoro delle proprie esigenze e delle proprie emozioni culturali ricreative e sentimentali. Un luogo indissolubile con il centro murattiano strappato da oltre una ventina di anni alla gente del posto per motivi su cui non vogliamo entrare nel merito e su cui le amministrazioni comunali non sono mai intervenute pur di salvare un patrimonio logistico e di riferimento aggregativo al centro della città a due passi dal teatro Savoia che avrebbe potuto costituire con lo stesso l’Ariston un unicum di assoluto riferimento per tutte le attività della cultura dello spettacolo delle tradizioni e dell’attualità restituendo vitalità e certamente dignità alla città a quattro passi da un centro storico ancora inesplorato e misterioso. Da anni il teatro o cinema Savoia di proprietà privata è chiuso e abbandonato ad un degrado inevitabile sotto le mire di speculazioni immobiliari che ne vorrebbero fare una struttura abitativa da porre sul mercato degli alloggi. Cinque Stelle al Comune di Campobasso ha posto il problema al sindaco Battista e alla sua amministrazione e bene ha fatto a pochi giorni dalla discussione del ricorso al Tar che potrebbe determinare il futuro dell’ex Cinema Ariston a “urlare” a palazzo San Giorgio. Luca Praitano, infatti, scrive <La vicenda che riguarda l’Ariston sta vivendo in quest’ultimo periodo un momento delicato. La settimana scorsa, davanti ai giudici amministrativi, si è discusso il ricorso che dovrà dirimere il contenzioso tra più parti impegnate a tutelare i propri interessi. La sentenza sarà disponibile fra qualche tempo ed è molto attesa in quanto principalmente si tratta di capire se il Comune agì nel modo corretto quando si espresse negativamente in merito al progetto di edificazione presentato dai proprietari della struttura unitamente alla ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori. È un fatto molto importante perché, se malauguratamente questi ultimi dovessero avere la meglio, la città si troverebbe ad incassare un duplice colpo: perderà definitivamente l’Ariston come i cittadini di Campobasso lo ricordano e si paventerebbe un legittimo risarcimento danni milionario>.  Il Movimento 5 Stelle Campobasso si è schierato apertamente sulla conservazione dell’ex cinema e per questo ha esercitato pressioni sia sul sindaco che sull’assessore all’urbanistica, Bibiana Chierchia, affinché si producessero atti amministrativi a dimostrazione di tale intenzione. E se da un lato l’avvio della procedura per l’apposizione del vincolo da parte della Soprintendenza potrebbe non bastare per raggiungere l’obiettivo, dall’altra appare chiaro che, ancora una volta come già da dieci anni a questa parte, la politica riguardo all’Ariston è capace di creare solo false speranze, spacciando le chiacchiere per concretezza. Lo si è appreso definitivamente quando a marzo è stata presentata dal movimento una seconda interrogazione sull’argomento. A tal proposito, come evidenzia il consigliere comunale Praitano,  in Consiglio comunale, l’assessore dichiarava: <Confermo a nome mio, della maggioranza e del sindaco quella intenzione di poter restaurare, ristrutturare quell’edificio con la finalità della ‘Casa della cultura e dell’integrazione>. Peccato che, come è emerso a seguito di un successivo accesso agli atti utile a verificare quali provvedimenti fossero stati redatti finora, non c’è assolutamente nulla, un solo documento che attesti la reale volontà di salvare la struttura. Soltanto conversazioni informali e fantomatiche email il cui riscontro, tra l’altro, andrebbe tutto verificato.  Sulla scora di quanto crediamo che la conservazione del patrimonio locale cittadino come alcuni luoghi simboli di Campobasso compreso il verde annesso conservato per secoli in maniera mirabile fino agli anni ’60-’70 e alcuni parchi di antica origine della città erano stati una prerogativa del sindaco Battista nel suo programma elettorale, saremmo felici, perciò, che rispondesse su queste tematiche diventati disagi soprattutto per quei cittadini che vivono la città con sentimenti diversi dalla politica e dal disinteresse generale, orgogliosi dell’appartenenza ad una città antica originale e in qualche maniera misteriosa preda spesso di interessi che nulla hanno a che fare con la conservazione del passato e della sua magia e della sua storia che se custoditi fino in fondo non farebbero altro che distruggere la passione la suggestione e l’originalità di una città che tra l’altro potrebbe “campare” con mille attrazioni dall’esterno. Basta con i palazzi e il cemento, il Molise e Campobasso sono per un turismo da neofiti quelli, tantissimi, a caccia di tesori dello sconosciuto. Cominciamo da qui

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