STADIO – Chiuso il “Selva Piana”, è inagibile

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CAMPOBASSO – Stadio di Selva Piana a pezzi, ora arrivano anche i sigilli della Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli. Rimane quindi chiuso ed inagibile fino a quando l’Amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo, porterà a termine alcuni lavori di somma urgenza così come prescritti da tempo, da una decina di anni, ma sistematicamente procrastinati nel tempo. Lo stadio non è sicuro nelle condizioni in cui si trova e per problemi legati all’impianto elettrico fuori e dentro la struttura sportiva e per difficoltà strutturali strettamente collegati all’usura del cemento. Interventi che avrebbero dovuto essere compiuti anni addietro di cui una parte hanno fortemente limitato la capienza oggi ridotta a circa 4 mila posti sui trentamila esistenti. Ovviamente i lavori devono essere effettuati da subito per permettere la disputa della gare ufficiali di campionato che cominceranno a fine agosto, in caso contrario la squadra del Campobasso sarà costretta a giocare o a porte chiuse o a spostarsi su altri campi anche di fuori regione. La Commissione prefettizia tornerà, tuttavia, a riunirsi fra una settimana quando dopo un ulteriore sopralluogo indicherà all’Amministrazione comunale come procedere. Naturalmente il provvedimento è caduto come una tegola nel sonno sul capo del sindaco Battista che si è precipitato presso i Vigili del fuoco per avere il permesso dell’anticendio ben sapendo che a questo punto dovrà mettere in campo interventi acceleratissimi per rimettere a norma l’intero impianto. Lavori per qualche decina di migliaia di euro che probabilmente dovranno essere previsti con gli 800 mila euro concessi dalla Regione per l’ampliamento della capienza e che potrebbero iniziare appena compiuta la gara d’appalto da qui a qualche mese. Un iter ancora più o meno lungo che intanto mette in difficoltà la programmazione del Campobasso calcio impossibilitata a prevedere alcuna amichevole in notturna e né diurna e chissà se potrà cominciare il prossimo campionato di Quarta serie in casa propria. Un provvedimento ripetiamo che non costituisce una sorpresa. Tutti sapevano e sanno in quali condizioni versa lo stadio di Selva Piana ridotto ad un colabrodo da circa 4 mila posti dai trentamila disponibili, una struttura su cui non è stata mai programmata una lira nel corso degli anni, tenuta malissimo da tutte le Amministrazioni compresa quest’ultima, patrimonio pubblico che avrebbe, invece, potuto costituire un gioiellino per l’accoglienza di spettacoli di ogni genere soprattutto d’estate oltre che il calcio, tenuta nella noncuranza più assoluta. Si osservino, invece, come altri stadi uguali al Selva Piana, Benevento Ascoli e Avellino costruiti nello stesso periodo del Selva Piana e con la stessa concezione architettonica come sono tenuti! Fa male osservare queste cose e fa male aver presentato questa situazione a imprenditori arrivati da fuori quest’anno per fare calcio in una città dove tutti se ne fregano e aver presentato un impianto così imponente ridotto a un mostri grigio, arrugginito e cadente. Lo stadio come tante altre cose in città è la cartina di tornasole di una situazione dove manca ogni senso di appartenenza, di senso comune di orgoglio e di campanile e costituisce un cattivissimo esempio per le generazioni più giovani che non imparano nulla da atteggiamenti e situazioni di tal fatta esasperando in loro ancora di più un sentimento di smarrimento e di distanza dalla causa locale.

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