CAMPOBASSO – L’appartenenza è un sentimento forte e nobile, tiratelo fuori!

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CAMPOBASSO –  Riceviamo e pubblichiamo il messaggio abbastanza accorato e appassionato del presidente del Consiglio comunale Michele Durante che nel suo piccolo, per quello che può fare, intendiamoci, dimostra affetto alla squadra della sua città. Dice <Coinvolgere sempre più i tifosi e la piazza in una passione comune, cioè la propria squadra, la propria identità; non solo una maglia o un emblema, ma uno stile di vita>. A questo proposito rivolge un invito al sindaco, ai componenti dell’assise civica, a tutti gli amministratori locali interessati e ai cittadini a sottoscrivere le quote dell’associazione “Noi Siamo il Campobasso”, presieduta da Daniele Landolfi, per sostenere la società nell’imminente stagione sportiva 2016/2017. :<Ritengo giusto e opportuno – ha detto – che gli amministratori, insieme ai cittadini, contribuiscano alla rinascita e alla prosecuzione del progetto e a promuovere queste forme di collaborazione e partecipazione tra la piazza e la società. La città di Campobasso lo merita e si aspetta risultati importanti per ritornare ai vecchi fasti. Per questo, voglio ringraziare chi ha operato nella società con impegno e correttezza per finire a e augurare buon lavoro ai nuovi soci che si apprestano ad affrontare la nuova stagione sportiva con la speranza che sia ricca di successi>.

Un appello e un invito che facciamo nostro che sa di altri tempi quando la politica, soprattutto quella comunale dei Litterio, Di Grezia, Libertucci,  Rizzi e anche dello stesso Massa per finire a Di Bartolomeo, erano partecipi della causa rossoblù interpetri del sentimento comune di appartenza alla città, che è anche la squadra di calcio che veste il colore della famiglia campobassanacuittà il rosso e il blu, mediatori nei limiti della legge pieni di passione ottimismo e convincente persuasione con la classe imprenditoriale locale perché ognuno facesse la propria parte nel sostegno concreto alla gestione di un tratto di vita vissuta sportiva della città, anello di aggregazione, di socialità, di raccolta e di crescita di piccole imprese commerciali in un tessuto sociale sempre più fragile dove per anni hanno mantenuto un trend economico sebbene di piccoli numeri comunque di mantenimento per tanti commercianti e soprattutto di ottimo valore promozionale. Era una Campobasso e un Molise contenti felici di avere in casa una squadra che era l’immagine in Italia del proprio orgoglio e della propria identità della propria forza della propria testardaggine indomabile anche quando soccombeva. Era un Molise che veniva trainato da tutto questo e la politica ne traeva spunti validi ed efficaci. L’invito di Durante va raccolto a piene mani e vorremmo che le Amministrazioni locali dal Comune alla Regione facessero fronte comune per promuovere una campagna azionaria capace di mettere i pilastri nella ricomposizione di un una società e di un progetto in grado di rilanciare il Campobasso ai massimi vertici calcistici nazionali. Quanto è successo quest’anno, in particolare, è inaudito. Dal Comune che ancora in sostanza non avvia i lavori per rimettere a posto la capienza minima in uno stadio da 30 mila posti, cattedrale nel deserto ormai diventato una “rovina” sebbene patrimonio comunale, all’imprenditoria locale che in effetti non aspettava altro per mettere in pratica il fuggi fuggi dalla società rossoblù dopo qualche mese di collaborazione piuttosto estemporanea . Dallo sponsor Falcione a molti dei piccoli imprenditori che collaboravano con la presidenza Perrucci. E tutto questo significa senso di appartenenza e soprattutto amore per la propria città? Allora siano a questo punto, come dice Durante, gli amministratori i primi azionisti della rinascita del calcio a Campobasso finanziando le proprie quote e si facciano da ambasciatori veri presso l’imprenditoria locale e verso chi i soldi in città li ha guadagnato sfruttando evidentemente a tempo debito o ancora oggi anche l’immagine del capoluogo e del Molise. Insomma a ognuno il suo. Non ci tiriamo sempre indietro o ci chiudiamo in casa per non farci vedere o avvicinare. Chi può faccia la sua parte !  Non solo nel calcio ma nello sport nel sociale nell’arte nella cultura, via la pigrizia, la tirchieria, l’avarizia,  finanziamo le nostre forze migliori quelle che ci potrebbero permettere di volare alto che potrebbero cambiare il volto del Capoluogo e della Regione.                                   

Aldo Ciaramella

 

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