UNIMOL – Il Rettore Palmieri rinforza il legame delle conoscenze accademiche al territorio

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CAMPOBASSO –  Tre grandi eventi negli ultimi tre anni. Le visite all’Unimol di Papa Francesco, dei presidenti Mattarella e Renzi, che hanno  proiettato l’Università del Molise al massimo della sua notorietà riproponendola come luogo ideale di formazione di studio, di incontro, soprattutto per quello che si vuole realizzare per le future generazioni che qui si preparano alle scelte della vita e in particolare per la rigenerazione di un programma sociale e innovativo che coinvolga tutte le forze politiche e imprenditoriali regionali che dovrebbero impegnarsi a credere meglio e di più nei loro giovani, nella loro formazione e quindi nell’Ateneo che li forma e li prepara al loro destino professionale meglio al servizio della propria regione che a quello di altre realtà  nazionali o comunitarie. L’appello del Rettore prof. Gian maria Palmieri al premier Renzi è andato  in questa direzione sicuro che si possano creare le migliori condizioni per una libera convinzione sulla circolazione di una sana e concreta fiducia nei propri giovani da parte del governatore Frattura e perché le risorse comunitarie del Patto servano anche e soprattutto a questo. Senza la costruzione di programmai e interventi per l’innovazione, le tecnologie e lo sviluppo che soltanto la preparazione di giovani locali e la loro voglia di riscatto impostata su obiettivi di qualità possono garantire nel tempo l’affermazione della migliore immagine e identità della propria regione. Il magnifico Rettore Palmieri con il suo Ateneo partecipa a questo processo di grande rinnovamento con  entusiasmo tant’è che i suoi appelli a Renzi sono stati abbastanza espliciti.<L’intensità del legame che lega la nostra Università al suo territorio – ha detto Palmieri –  è fortissima, tanto da essere consacrata da una delle prime disposizione del nostro Statuto (l’art. 7) che significativamente così dispone: “L’Università contribuisce alla crescita culturale, sociale ed economica del Molise e dei territori in cui opera, nello spirito di appartenenza alle matrici culturali europee”. Credetemi, chi lavora, insegna e fa ricerca da noi comprende appieno il senso di questo richiamo che ci affida, dato il contesto in cui operiamo, una responsabilità che in altri atenei non si ha modo di avvertire. Una responsabilità che ha anche però il sapore avvincente della sfida difficile. La sfida di chi parte in condizione di svantaggio, conscio che potrà recuperare e affermarsi solo grazie allo spirito di sacrificio e alla consapevolezza delle proprie capacità> Da molisano ormai acquisito e sull’onda dell’amore verso la terra e la gente molisana ci tiene a sottolineare: <In un’epoca in cui si considerano solo i grandi numeri e l’attenzione sembra concentrarsi prevalentemente sulle aree metropolitane, dense di persone oltre che di gravi emergenze, il Molise è un territorio vocato alla marginalizzazione, data la sua estensione contenuta ed il numero, purtroppo sempre decrescente, di abitanti. Poco meno di quanti ne contano Bologna o Firenze. Ma mi piace ricordarlo, più di quanti ne conta uno Stato come l’Islanda. Eppure questa è una terra ricchissima. Per il Paese è un prezioso scrigno di risorse e valori che altrove iniziano davvero a scarseggiare o ad essere irrimediabilmente pregiudicati. Risorse e valori che, come ci ha ricordato il Presidente Mattarella due mesi or sono proprio in questa Aula Magna, meritano di essere salvaguardati nell’interesse di tutta la collettività. Penso alle straordinarie risorse ambientali, naturali, forestali, idriche, agricole. Ma anche culturali, archeologiche, enogastronomiche. O a valori di comunità che qui da noi assurgono a veri e propri elementi identitari, quali il rispetto dell’altro, l’accoglienza, l’onestà (siamo un territorio del centro-sud sostanzialmente immune da mafie e camorre), la semplicità dei modi>. Nell’impegno a impiegare i giovani nella riqualificazione e nel rilancio della regione Palmieri, poi, sottolinea che ci sono le condizioni per farlo:<Abbiamo valori e risorse che non a caso hanno consentito la crescita e lo sviluppo di un Ateneo forte, attrattivo, qualificato come il nostro che oggi rappresenta, oltre che un’istituzione di formazione e ricerca con profili d’eccellenza, l’azienda pubblica più grande e vitale del territorio. Si tratta di valori e risorse che, sono convinto, potrebbero consentire al Molise una rapida ripresa, sol che si riuscisse a rimediare a gravissime carenze infrastrutturali o di servizi, ormai ataviche, che frenano l’iniziativa economica e creano condizioni proibitive per il mercato del lavoro, incoraggiando ulteriormente lo spopolamento.  Penso alla vetusta rete ferroviaria (eccezion fatta per il tratto di costa adriatica, siamo collegati al resto del Paese, come alla fine del 1800, per mezzo di una monorotaia neanche elettrificata), ad una rete stradale altrettanto inadeguata e, naturalmente, alla sanità pubblica in condizioni drammatiche. Ma ancora alla rete idrica, alle infrastrutture necessarie per un uso efficiente del web o all’incremento dei flussi turistici>. Per il Patto per il Molise l’Unimol è pronto a mettere a disposizione il suo capitale umano e le sue conoscenze:<Al fine di un utilizzo effettivo, pieno, efficiente e trasparente degli investimenti che grazie al patto che si sta per sottoscrivere potranno essere effettuati.  Siamo attivi e attrezzatissimi in tutti i settori che credo saranno interessati: dall’agricoltura al turismo; dall’informatica alla ricerca nel settore bio-medico; dall’archeologia all’ingegneria civile; dalle scienze giuridiche a quelle economico-aziendali. Vi esorto, nell’interesse del Molise, a contare sempre più sulla nostra disponibilità>.

 

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