GRANO – Prezzo basso e qualità ottima, si realizzi una filiera di eccellenza!!!

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CAMPOBASSO – Il grano del Molise una vera eccellenza, ma costa poco 16-18 euro a quintale , come quello italiano, e trova pochi acquirenti anche nella stessa regione dove evidentemente si preferisce acquistare il cereale altrove da paesi oltreoceano per un prezzo ancora più basso. La produzione poi di quest’anno molto buona circa 1,5 milioni di quintali con un incremento di circa il 20% rispetto al 2015 e con caratteristiche biochimiche e organolettiche ancora migliori della passata campagna cerealicola, non ha prodotto alcun entusiasmo negli addetti ai lavori e nei grossi operatori del settore addetti allo stoccaggio del grano e al suo utilizzo per la sorpresa di vedersi abbassare il prezzo del 40% rispetto allo scorso anno. Un prezzo che non copre assolutamente i costi. Una situazione paradossale che non interessa a nessuno. Poi, in Molise si produce o non si produce grano il problema è solo di quei coltivatori che seminano il cereale la cui vendita spesso è vitale e quindi necessaria per realizzare quel  reddito indispensabile insieme ad altre produzioni per mantenere in piedi piccole e medie aziende dove trovano occupazione famiglie intere dedite all’agricoltura e spesso lavoratori stagionali costituendo un tessuto sociale nobilissimo per il mantenimento di moltissimi valori morali etici e soprattutto di rispetto della natura. Una situazione al collasso nonostante gli sforzi dei fondi comunitari distribuiti soprattutto nelle start up in agricoltura e attraverso il Psr dove si registra la presenza di molti giovani spesso specializzati e quindi laureati eredi di vecchi contadini e operatori rurali nel ramo che dimostrano tanta sensibilità e voglia di manutenere il territorio, di portare idee nuove soprattutto nel ricambio delle produzioni e nella rotazione delle stesse soprattutto in quelle aree più vocate di innovazione ma che poi si devono arrendere di fronte a situazioni come quelle del grano che somiglia allo stoccaggio delle olive alla vendita dell’olio o all’arrivo di carni e di latte dall’estero. Il problema quindi è locale e nazionale. La contestazione di oggi a Termoli è sui tanti problemi di questo tipo che toccano l’agricoltura anche e soprattutto in Molise. Quella più grave del momento è del grano. Le Associazioni agricole, la Cia in testa, minacciano lo stop alle semine e lanciano lo slogan “Non seminiamo più”. Chiedono da subito il blocco delle importazioni. Noi aggiungiamo per quanto riguarda le istituzioni locali, di studiare e formulare da subito misure per la riorganizzazione dello stoccaggio del grano riabilitando vecchie cooperative dando la spinta a quelle nuove, di riorganizzare Consorzi nuovi e riformati e un sistema integrato pubblico privato attraverso impegni di solidarietà sociale e professionali tra agricoltori e aziende agroalimentari della regione con l’intermediazione del pubblico, affinché  il grano locale rimanga tutto in regione. Un progetto, in sostanza, capace di attivare una filiera di eccellenza in tutti i suoi passaggi, dalla coltivazione del grano alla produzione di pasta pane e altri derivati, contraddistinta da un marchio di qualità locale. Iniziative che altre Regioni fanno da anni in tutti i campi dell’agroalimentare e soprattutto nelle produzioni dove meglio riescono ad offrire al pubblico il meglio delle loro colture realizzando in questo modo reddito e ricchezza per il settore agricolo e per il suo indotto e creando un distintivo di immagine inconfondibile e di ottima ricaduta turistica.

Aldo Ciaramella

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