VENAFRO – Futuro Pia Unione, avvicendamenti al vertice e piena collegialità

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PIA UNIONE – L’opinione pubblica venafrana ha tanto seguito il recente rinnovo della Pia Unione, Fondazione socialmente di rilievo nel panorama cittadino per il patrimonio immobiliare ed economico che detiene, frutto soprattutto di lasciti testamentari di privati nel corso dei decenni andati. Ed è proprio tale ultimo aspetto, ossia gestire al meglio quanto i venafrani hanno donato nel tempo a fini socio/umanitari, che spiega l’importanza ed il seguito socio/politico della Fondazione agli occhi della gente comune. Ed allora proviamo a ragionare, riportando i pareri in merito di diversi venafrani, su come e cosa debba fare la rinnovata e giovane amministrazione della Pia Unione perché l’ente risponda finalmente e in toto alle attese della collettività e soprattutto alle sue finalità istituzionali, che altro non sono -è bene sottolinearlo- se non intervenire nel sociale e nei casi più delicati. Premesso che in molti a Venafro non hanno condiviso la spaccatura verticale verificatasi sin dal primo giorno nel nuovo consiglio di amministrazione con tre voti (Curia, Caritas ed Associazioni di Volontariato) per il neo Presidente Nicandro Vizoco, giovane avvocato di Venafro, ed il suo vice Luigi Gargano, professionista cittadino, e due astensioni (non hanno votato il rappresentante della Regione Molise e quello del Comune di Venafro), tanto premesso questo il pensiero dei cittadini per la futura efficienza ed efficacia della Pia Unione: “Avremmo preferito piena collegialità iniziale -ammettono tanti sul tema- ma così non è andata. A questo punto occorre il massimo impegno per far sì che la Fondazione risponda in toto alle aspettative di tutti, dopo anni di amministrazioni variamente commentate. Si propongono, quale possibile soluzione, avvicendamenti annuali ai vertici dell’ente in modo da garantire la piena e più fruttuosa collegialità. Così facendo si confermerà di voler assicurare alla Pia Unione il massimo della partecipazione e della democrazia”. Ancora una proposta di tanti venafrani: “Il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione -è il parere di molti- revochi l‘odioso prezzario per fruire della SS.ma Annunziata, la chiesa di cui la Pia Unione è proprietaria, per battesimi, cresime, matrimoni ed iniziative non liturgiche, con costi che vanno dai 100 ai 200 euro ed oltre. D’accordo sulle spese di gestione di tale luogo di culto, spese che avevano generato l’antipaticissimo prezzario tuttora esposto all’ingresso dell’Annunziata, ma è tempo di far sparire quel prezzario sia per le parole di Papa Francesco circa l’utilizzo dei luoghi di culto e sia perché in cassa di euro la Fondazione venafrana ne ha tanti!”.
Tonino Atella

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