SALUTE – Allarme meningite. Forme e rischi di una malattia in espansione

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SALUTE – Fa paura perché siamo in estate e colpisce i giovani, gli adolescenti, i nostri figli che vanno in vacanza a divertirsi, che frequentano locali, discoteche, college, feste in cui nascono flirt tra perfetti sconosciuti. In queste situazioni di affollamento e promiscuità la meningite colpisce più facilmente. Ti provoca un gran mal di testa che non passa con gli analgesici. Ti causa febbre altissima e quando succede non serve l’aspirina. Ma appena il termometro ti segnala 39 gradi, bisogna precipitarsi in un pronto soccorso. Senza perdere un secondo di prezioso tempo. Solo così si può sperare di sconfiggerla.

I casi di meningite (l’ultima vittima italiana arriva da Cracovia) che hanno provocato la morte di giovani vite allarmano le famiglie. La domanda più diffusa è: cosa si può fare per evitare situazioni pericolose per la salute?

Innanzitutto il vaccino, che, serve, ma fino a un certo punto. Innanzitutto la copertura offerta dalle Asl riguarda solo la meningite di tipo C che comunque è la variante più cattiva. Ha una copertura nazionale di circa l’80% ma evidentemente non basta. I decessi avvenuti in Toscana avvertono che non bisogna abbassare la guardia e che la vaccinazione dev’essere più estesa. Poi c’è la variante del tipo B, quella che colpisce i bambini molto piccoli e per cui il vaccino esiste solo da due anni. Ma Gianni Rezza, dell’Istituto superiore di Sanità, assicura che a breve sarà inserita nel calendario vaccinale nazionale. Per il momento i privati possono trovare il vaccino e pagarlo di tasca propria (circa 150 euro a dose compresa l’assistenza).

Esistono però altri ceppi del virus, W e Y largamente diffuse in Africa e in America mentre sono più rare in Italia. Chi viaggia spesso, dunque, può richiedere il vaccino Menveo, che copre i ceppi A-C-W-Y che si può ottenere pagando un ticket alla asl di 40 euro circa.

I vaccini non sono di efficacia immediata. Proteggono solo dopo tre-quattro settimane da quando entrano in circolo. Quindi possono essere utilizzati per chi le ferie le fa a settembre. Il vaccino di tipo B e C, invece, se fatto da piccoli, diventano dei solidi baluardi protettivi anche per l’adolescenza. «Sono coniugali spiega il virologo Fabrizio Pregliasco – e ti danno risposta immunitaria di lungo periodo». Diversamente dal quadrivalente che è a più ampio spettro ma ha una durata di protezione più breve, di una decina d’anni.

Accantonato il vaccino, se manca il tempo, restano gli accorgimenti da seguire. Pregliasco spiega: «Il batterio non sopravvive nell’ambiente, il contagio avviene solo con le goccioline di saliva. Dunque, attenzione agli incontri ravvicinati e attenzione a non scambiarsi i bicchieri nelle discoteche».

La regione è colpita da un’ondata di casi di meningite di tipo C che ha allarmato le istituzioni regionali a tal punto che invitano l’intera popolazione alla vaccinazione. La stessa ragazza romana morta di meningite a Vienna di rientro dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia era stata anche in vacanza in provincia di Grosseto dal 9 al 23 luglio. C’è da aver paura ad andare in vacanza in questa splendida terra? «Le zone più colpite sono quelle dell’empolese e di Pisa spiega Pregliasco e il pericolo vero sta nei portatori (che trasmettono la malattia senza avere alcun sintomo) che sono diventati circa il 30% rispetto al 10% della media». Dunque state attenti alle situazioni di rischio ed evitate posti sovraffollati e ambienti chiusi.

Chi è sfortunato e viene colpito dalla meningite può cavaserla giocando sulla tempestività della reazione. I primi sintomi sospetti sono la rigidità nucale, il senso di confusione e il fortissimo mal di testa. In questo caso non c’è da perdere tempo, bisogna presentarsi immediatamente al pronto soccorso. Un intervento tempestivo può salvare la vita. Solo il 10% dei casi sono fulminanti: si muore in tre-quattro ore e spesso sono i giovani a reagire in modo troppo violento alla malattia. «Le meningi son l’ultima barriera per difendere l’encefalo spiega Pregliasco – quando c’è questa reazione infiammatoria il corpo esagera e paradossalmente è la reazione immunitaria eccessiva che ti porta al decesso». Morti che spesso sono bambini e giovani al di sotto dei trent’anni.

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