SANITA’ – Nuovi tagli al Caracciolo, la denuncia di don Francesco Martino

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AGNONE – Nelle stesse ore in cui l’ex vice sindaco si congratula con Paolo di Laura Frattura e con la dirigenza Asrem, per l’approvazione del programma sanitario, il cappellano del Caracciolo, don Francesco Martino, “con grandissima amarezza” segnala una situazione che “assesta un altro duro colpo alla possibilità dell’Ospedale San Francesco Caracciolo di continuare a vivere come Ospedale di Area Disagiata“.
Decisione che a breve, denuncia don Martino, potrebbe determinare “il licenziamento di diverse persone dalla Cooperativa di Servizi che garantisce prestazioni alla struttura, creando situazioni precarie e difficili per diverse famiglie“.
A causa del blocco del turn over, infatti, sono stati mandati a casa diversi portantini a tempo determinato, creando dei buchi pericolosi di servizio nella struttura.
In modo particolare – spiega il cappellano – per le Sale Operatorie, che dopo ogni intervento hanno procedure standard di sanificazione dei carelli, delle stesse, la gestione dello sporco, dei materiali e quant’altro per prevenire le infezioni ospedaliere e garantire la sicurezza, e la cucina, perché sia mantenuta una pulizia a norma secondo le indicazioni dei NAS.
Per garantire l’operatività di queste strutture, in questa situazione di emergenza – continua don Francesco – si è affidato il servizio alla Ditta esterna di Servizi, che ha anche garantito i prodotti speciali di pulizia e la sicurezza delle sale operatorie e la cucina  con proprio personale, garantendone il pieno funzionamento e gli standard normativi. Ovviamente, una situazione di emergenza che sarà risolta solo dopo il 1° gennaio 2017, quando cesserà il blocco del turn over.
Incredibilmente, per effettuare risparmi, appena si stanno ultimando i lavori per la Sala Operatoria, la Direzione Amministrativa d’accordo con la Direzione Sanitaria, senza preoccuparsi di chiedere alcuna relazione tecnica sul servizio a chi di dovere, come sarebbe dovuto essere, ha intimato alla Ditta Esterna la cessazione dei Servizi presso la Sala Operatoria e la Cucina, ritenendo che questi potessero essere svolti dagli infermieri e dai cuochi, nonché la fornitura del materiale speciale di pulizia.
Questo fatto, estremamente grave, determina la mancata sanificazione delle Sala Operatoria rendendola insicura e a rischio infezioni ospedaliere e ne determina di fatto la chiusura per ogni chirurgia, compresa quella ambulatoriale, in palese e stridente contrasto con i Piani Operativi, e rende pericolosa la cucina, che un ispezione dei NAS potrebbe chiudere.
L’autore o gli autori di questo provvedimento dovrebbero essere penalmente perseguiti, perché determinano l’interruzione del pubblico servizio nuocendo gravemente alla struttura e dovrebbero essere immediatamente rimossi dal loro incarico, anche perché creano una emergenza inutile di cui non si sentiva il bisogno. Ma il fatto grave sarà il licenziamento del personale assunto dalla Ditta eterna per fronteggiare questa emergenza, ipotesi possibile
“.
Proprio per questo, don Francesco Martino  lancia un appello al direttore generale Sosto, al nuovo direttore amministrativo ASREM, al presidente Paolo Di Laura Frattura perché “intervengano immediatamente per sospendere questo assurdo e pericoloso dispositivo, a firma del direttore amministrativo e sanitario del Presidio Ospedaliero Veneziale di Isernia, almeno fino a quando non cesserà il blocco del turn over per ripristinare una situazione di normalità”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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