CHIESA – Mons. Andrea Gemma, un personaggio tutt’altro che “facile”

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ISERNIA/VENAFRO – Mons. Andrea Gemma, già Vescovo d’Isernia/Venafro e personaggio tutt’altro che “facile” oggi come in passato, quand’era il Pastore Diocesano. Le cronache di questi giorni l’hanno riportato in primo piano con le sue osservazioni su Papa Francesco, che l’ex Vescovo afferma di stimare ma che a dire sempre di Mons. Gemma è troppo misericordioso e permissivo verso gl’islamici nonostante i gravissimi avvenimenti internazionali di questi ultimi tempi di cui taluni esponenti islamici si sono resi protagonisti, seminando morte e tantissime lacrime tra i cristiani. Papa Francesco cioè, a detta di Mons. Gemma, è troppo preso dal proprio ruolo e relativamente paladino della religione cristiana nei confronti di altri credi, quello musulmano in primis. Ebbene c’è a Venafro chi ricorda altro dell’uomo di chiesa in questione, cioè di Mons. Gemma, quando -e si era negli anni ’90- era il Pastore Diocesano d’Isernia/Venafro. “Ricorreva il 25.mo -afferma un fedele di Venafro- della propria ordinazione vescovile e Mons. Gemma qualche giorno prima di Natale volle celebrare l’evento nella Cattedrale di Venafro, presenti tant’altri uomini di chiesa della Diocesi oltre che amministratori locali, autorità militari e comuni cittadini. Per tale circostanza il Comune di Venafro, sindaco Bianchi, pensò d’insignire Mons. Gemma del titolo di “Cittadino Onorario di Venafro” e fece realizzare apposita pergamena con tanto di pregevole cornice da consegnare ufficialmente al Vescovo dinanzi all’altare della Cattedrale nel corso dell’importante funzione religiosa per il 25.mo della sua nomina a Vescovo. Erano presenti, come detto, sacerdoti, esponenti militari, amministratori locali e comuni fedeli, e Mons. Gemma gradì molto il titolo civile di “Cittadino Onorario” che gli veniva riconosciuto dal Comune di Venafro. Prese così la parola e nella circostanza ebbe a pronunciare concetti che i venafrani presenti difficilmente dimenticheranno. Ringraziò la città e l’amministrazione comunale, accennò alla fede dei venafrani verso i Santi Martiri, ma non risparmiò le sue ennesime osservazioni all’indirizzo del canto corale popolare più volte ripetuto dell’Inno di San Nicandro nel corso della solenne processione del 18 giugno, a conclusione delle festività patronali annuali. Era stato cioè, Mons. Gemma, appena proclamato cittadino onorario di Venafro, ma tanto non fu sufficiente perché rivedesse i propri giudizi e i personali concetti sulla fede storica della città, che da sempre continua a manifestarsi anche attraverso il bellissimo canto corale dell’Inno di San Nicandro, più volte ripetuto durante la citata processione quale schietta, storica ed autentica espressione e dimostrazione di fede popolare. Il Vescovo Gemma cioè, che non aveva mai ben digerito l’Inno popolare dei venafrani per i Santi Martiri, anche in tale circostanza non ne fece mistero e non perse occasione per ribadirlo ufficialmente e con termini inequivocabili, presenti tante autorità e fedeli comuni, nel corso del citato rito nella Cattedrale venafrana per il 25.mo della propria missione di Pastore Diocesano. Tanto che amministratori della città e fedeli si guardarono interdetti, sorpresi e contrariati per quanto appena udito! Ecco Mons. Gemma, un personaggio tutt’altro che facile, anzi decisamente spigoloso! E i fatti ultimi di cronaca lo confermano in pieno”.
Tonino Atella

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