LAVORO – Richiesti fondi per la ricollocazione lavorativa

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CAMPOBASSO – Senza la stabilizzazione del personale impegnato nella ricollocazione lavorativa e senza l’adozione di innovazioni tecnologiche adeguate, si rischia di permanere in uno stato di precarietà, provvisorietà e instabilità che non aiuta né gli operatori e né i disoccupati. I gravi ritardi nazionali appesantiscono le difficoltà delle Province e delle Regioni anche in Molise dove permane l’esigenza di un potenziamento dei servizi per il lavoro attraverso percorsi di stabilizzazione per i precari impegnati da anni nei Centri per l’Impiego e degli altri operatori precedentemente o attualmente impegnati nelle stesse attività di profilazione, orientamento professionale, orientamento permanente, definizione dei patti di servizio, iscrizione, cancellazione o predisposizione delle procedure per l’erogazione dell’assegno di ricollocazione. In Molise, come rileva Michele Petraroia ex assessore regionale al lavoro, può essere utile coinvolgere il partenariato istituzionale, le forze imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, così come può risultare proficuo coinvolgere la Commissione Regionale Tripartita ex-legge n. 27/99, per definire e condividere le misure necessarie a garantire il miglioramento della funzionalità dei servizi per il lavoro nell’interesse dei 98 mila molisani compresi tra i 15 ed i 65 anni che non studiano e non lavorano, e dei quali solo un parte risulta iscritta negli uffici di collocamento:<L’efficienza del sistema  – sostiene Petraroia – è indispensabile inoltre per gestire al meglio la profilazione e la ricollocazione dei 3 mila lavoratori dell’Area di Crisi Industriale Complessa, dei lavoratori dell’eventuale Area di Crisi Semplice del Basso Molise nonché dei giovani tra i 15 e i 29 anni coinvolti dal progetto europeo di Garanzia Giovani. Nel mentre sono stati emanati i decreti attuativi in materia di flessibilità del rapporto di lavoro, stentano a decollare gli strumenti in favore delle Province e delle Regioni per rendere efficienti e funzionali le misure sul patto di servizio, sulla profilazione dei disoccupati e soprattutto sull’assegno di ricollocazione>In pratica. come sostiene il consigliere regionale di Dem,  il Governo non ha emanato le norme per rendere operativi i Centri per l’Impiego, per avviare la riorganizzazione di Italia lavoro, per strutturare sul territorio la nuova Agenzia nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal), e per assicurare alle regioni i fondi necessari alla gestione dei servizi per l’impiego. L’impegno del Governo ad assumere mille addetti per implementare e potenziare i Centri per l’Impiego non è stato rispettato, così come in assenza degli stanziamenti previsti dalla Legge n. 183/2014 è materialmente impossibile far partire gli assegni di ricollocazione per i disoccupati profilati da riavviare nel mercato del lavoro.

 

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