CULTURA – Doppio appuntamento al Teatro Sannita, arrivano Ciarfeo e Rocco Papaleo

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PIETRABBONDANTE –  Il Teatro Sannita di Pietrabbondante sarà protagonista di due spettacoli a cavallo del Ferragosto per il progetto “Terra d’arte – teatro e mostre d’estate”, realizzato dall’associazione Amici del Teatro di Pietrabbondante, in collaborazione con la Fondazione Molise Cultura, Mibact ed il Comune di Pietrabbondante, nell’ambito del Fus – Fondo Unico dello Spettacolo.
Il 14 agosto alle ore 19,30 “Verso il Golgota”. Tragedia di un personaggio di Henry Géon e Jacopone da Todi, adattamento e regia di Ugo Ciarfeo.
Lalthroteatro di Ugo Ciarfeo – Termoli
In occasione del Giubileo della Misericordia, una rappresentazione sacra tratta da un testo suggestivo e denso di spiritualità, del francese convertito Henri Ghéon, con la complicità tragica di Jacopone da Todi. La regia di Ugo Ciarfeo, con gli attori de Laltrotheatro, conferisce alla rappresentazione una sacralità lontana dai facili eccessi pietistici, mediante un ritmo incalzante della recitazione e della gestualità.
Il 16 agosto alle ore 19,30 Rocco Papaleo live.
Associazione Teatroper Roma.
Un successo previsto, quello di Rocco Papaleo. Della sua umanità e della sua cifra artistica miscelate con leggerezza e ironia al cinema come nella musica e sul palco. D’altra parte il suo teatro-canzone è anche vita di memoria e movimento, realismo poetico e armoniosa sensualità. Note e parole con un ritmo che accarezza e poi sollecita, con garbo.
E’ una formula ‘magica’, quella di Rocco Papaleo. Che canta Sinatra, avvicina tutti alla potenza e agli orizzonti della musica, avvolge nel tepore del pane e frittata di sua madre che è la culla emotiva delle nostre specificità, si avventura a piedi per riappropriarsi del tempo, fa l’amore o guarda all’amore che se ne va, abbraccia i piaceri di Bertold Brecht fino al sublime messaggio della gentilezza.
“Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti. Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti  che tali mi appaiono nel rileggerle ora. Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ci appartengono,  e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiare, per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare.  Fin qui, il senso della piccola impresa. A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della band che tiene il tempo.  Ma sarebbe meglio dire, il contro-tempo, visto che il sud,  di solito, scorre a un ritmo diverso. La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove, mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure.
Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di stringerne altre.”

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