SCUOLA – 380 docenti molisani costretti ad emigrare  

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MOBILITA’ – Centinaia di docenti della scuola molisana nei giorni scorsi hanno avuto la notizia, anche per i gravissimi errori commessi durante le operazioni di nomina per le supplenze, che dovranno trasferirsi fuori regione. La vera beffa è rappresentata dal fatto che mentre il personale docente è stato costretto a “emigrare”, in Molise restano decine e decine di posti vacanti; è questo il segno evidente che il sistema non ha affatto funzionato come previsto dal MIUR. Ricordiamo che oltre 130 di docenti molisani, della scuola dell’infanzia e della primaria, in gran parte di sostegno, dovranno fare le valige ed andare fuori regione. Dopo decenni di precariato, il “premio” è stato un trasferimento lontano da casa, per la maggior parte in province settentrionali. Un vero e proprio esodo, che vedrà i docenti molisani raggiungere tutte le regioni d’Italia. Il dato si è aggravato con l’uscita, nei giorni scorsi, dei trasferimenti della secondaria di I e di II grado. I dati in nostro possesso ci dicono che altri 167 docenti della secondaria emigreranno mentre 196 arriveranno da fuori, su un totale di 317 posti. Si conferma ancora la catastrofe sul sostegno, con il 96% degli assunti in fase c, trasferiti fuori regione. Facendo la somma, con gli insegnanti di sostegno della secondaria, viene fuori che oltre 380 docenti del Molise saranno costretti ad andare fuori regione.

Insomma problemi rilevanti affrontati con pressapochismo e sciatteria, senza pensare agli interessi degli studenti, costretti a girandole di supplenze e senza stabilizzare gli organici, condizione indispensabile per garantire la continuità didattica. Senza pensare ai costi sociali e familiari di un’operazione propagandistica evitabile con la stabilizzazione degli organici di fatto. In Molise lo scorso anno scolastico ci sono state ben 265 nomine a tempo determinato sul cosiddetto “organico di fatto”, di cui 160 di sostegno. Bastava “stabilizzare” gli organici per impedire ai docenti ingiusti ed iniqui trasferimenti, che minano anche la continuità didattica, specialmente nei confronti degli alunni diversamente abili.

Intanto sono tantissimi i docenti che hanno continuato a segnalare irregolarità ed errori, con l’attribuzione di sedi più lontane rispetto a quanto dovuto, visto il punteggio di partenza. Il MIUR, investito nazionalmente della vicenda, ha minimizzato l’accaduto ma contestualmente ha riconosciuto indirettamente gli errori invitando i docenti che si ritenevano lesi nei propri diritti ad espletare il tentativo di conciliazione nei confronti dell’Amministrazione scolastica periferica che ha gestito le domande di trasferimento.
Resta il fatto che una procedura sbagliata ha deciso i destini di migliaia di persone, resta il fatto che, con gli ambiti territoriali e la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, si è messo in atto un meccanismo autoritario ed antidemocratico.
Avevamo chiesto al Presidente della giunta regionale di far sentire la sua voce contro questo ulteriore impoverimento della nostra regione. Se ne è guardato bene! Siamo sempre più convinti che occorra continuare la mobilitazione e le vertenze legali contro provvedimenti che fanno arretrare la scuola pubblica, calpestano la dignità delle persone, mortificano diritti sociali e civili faticosamente conquistati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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