SANITA’ – Si all’assistenza “libera e gratuita”

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CAMPOBASSO  – Elogi al Policlinico Gemelli dal premio Nobel  dell’economia Amartya Sen la cui moglie è stata operata nel Centro ospedaliero romano. Complimenti che riportiamo dal quotidiano Corriere della sera di qualche giorno fa e che indirettamente, ovviamente, coinvolgono anche la struttura della Fondazione campobassana che appartiene alla stessa famiglia del Gemelli. E di questo ne sono orgogliosi anche gli operatori sanitari e non che lavorano in Molise a dimostrazione che l’assistenza libera e gratuita funziona quando ci sono i presupposti etici e professionali e si interviene fuori dalle logiche del mercato.  Della serie, come predichiamo anche noi dal nostro giornale web, che la sanità sia pubblica o privata interessa poco alla gente quando si lavora bene e con i risultati:«Non si è certo rivelato inferiore — anzi, è stato per molti versi superiore — ha detto Amartya Sen – a quanto avremmo potuto aspettarci nei migliori ospedali privati di Boston». La strumentalizzazione a favore di questo o di quello non appassiona nessuno, le lotte in strada e i cartelli politici li detestiamo, ci interessa essere curati con il Servizio sanitario ovunque si offra il meglio per la nostra salute e la nostra vita con le condizioni e gli obblighi finanziari che la legge impone sino ad oggi né più  è meno. Certamente non condivideremo mai altre imposizioni o vincoli sui ticket e sull’assistenza a pagamento. O soltanto per chi ha disponibilità economiche alte, sufficienti per pagarsela. In Regione abbiamo strutture pubbliche e private che fanno al caso, che siano accreditate o nella dotazione del patrimonio amministrativo regionale non importa ad alcuno. Un punto è chiaro perché i casi e i bisogni estremi e urgenti sono all’ordine del giorno e non aspettano i tempi della politica o dei colletti bianchi. Bisogna soltanto fare presto a riorganizzarla questa benedetta sanità. Si alla sua razionalizzazione ma si ricostituisca una rete locale preventiva assistenziale ed emergenziale e soprattutto un più chiaro sistema di pronta degenza diffuso che non mostri falle e non faccia rimpiangere lo smantellamento di alcune strutture ospedaliere da qualche tempo poste in atto tirando avanti intransigenti e non fermandosi davanti alle sirene della contestazione.

 

 

 

 

 

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