URBANISTICA – Fine del Cinema Ariston si chiedono le dimissioni della Chierchia

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CAMPOBASSO – Potrebbe andare via, usiamo il condizionale perché confidiamo che qualcuno fermi l’iniziativa, se è possibile ancora, il pezzo più importante della storia di Campobasso e delle sue generazioni più mature. Luca Praitano di Cinque Stelle ” a palazzo San Giorgio denuncia il pastrocchio in atto e comunica quanto accaduto il 17 agosto al Tribunale amministrativo del Molise. Che ha accolto tutti i ricorsi delle parti interessate a realizzare un edificio residenziale e parziale area commerciale al posto dell’ex Cinema. A cui si aggiungerebbe un probabile risarcimento milionario che ovviamente cadrebbe sui cittadini campobassani derivanti, come si legge nella sentenza pubblicata mercoledì scorso, da gravi difetti istruttori e di motivazione dei provvedimenti, vizi di eccesso di potere e finanche l’errata applicazione della normativa:<Una procedura che ha fatto acqua da tutte le parti e che ha favorito il formarsi del silenzio assenso utile all’impresa GPE Group – sottolinea Praitano –  per realizzare il progetto di demolizione e ricostruzione del palazzo in via Cardarelli. Peraltro, il vincolo culturale della Soprintendenza che avrebbe potuto bloccare il procedimento è purtroppo arrivato con notevole ritardo rispetto ai 120 giorni previsti dalla legge. La salvaguardia imposta dalle misure cautelative ministeriali è stata ritenuta cessata il 3 luglio 2015, più di due mesi prima del decreto di dichiarazione dell’interesse culturale. A nulla è valso da parte del Comune formulare delle eccezioni perché il TAR le ha impietosamente ritenute destituite di fondamento>. E qui si chiedono le dimissioni dell’assessore comunale Bibiana Chierchia che <viaggia parallelamente rispetto agli uffici che dovrebbe sovrintendere. E meno male che il Comune di Campobasso ha un dirigente pagato 180 mila euro annui che avrebbe il compito di far funzionare bene la macchina amministrativa. Si poteva e si doveva fare il possibile per salvare la struttura tanto amata in città. Solo dopo aver tentato tutto  – continua il comunicato dei Cinque Stelle – ci si sarebbe potuti rassegnare a un destino diverso per quel sito, magari cercando di intervenire dove possibile perché il progetto di riqualificazione conservi le peculiarità della zona. Quello che non doveva assolutamente succedere è che ancora una volta il tribunale amministrativo interferisse nella programmazione del territorio e invece pare che ci si sia messi d’impegno perché accadesse. Alla luce di questo ennesimo disastro – continua Luca Praitano di Cinque Stelle – , consci che l’urbanistica campobassana debba essere affidata a un tecnico capace e distaccato dalla realtà locale, non possiamo che ribadire quanto già espresso con voto in un recente Consiglio comunale: l’assessore Chierchia deve dimettersi. Oppure il sindaco Battista si assuma la responsabilità di strapparle quella delega all’urbanistica tanto ambita quanto immeritata. Se non ora quando?>

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