IMMIGRATI – Dico sempre no

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CAMPOBASSO – Dico sempre no. Dico no ai migranti da impegnare nei lavori socialmente utili a zero euro, dico no all’accoglienza dei bambini senza genitori soli e abbandonati prelevati sulle coste sicule dai barconi della morte, dico no all’integrazione per quelli che ne hanno diritto per quei pochi che vorrebbero rimanere in Molise. Partendo dal presupposto che il Molise non decide la politica dell’immigrazione e della permanenza ma è lo Stato legato ai trattati internazionali e agli accordi con l’Unione europea, invece di dire sempre no sarebbe il caso di cogliere da tutto questo una grossa occasione di lavoro in quelle cooperative dove già si opera in questa direzione e che potrebbero aumentare il personale da cui in tanti traggono un reddito seppure minimo organizzando i servizi e la formazione di quelli che che poi intendono rimanere in regione. Il discorso del business, di quanti si arricchiscono con l’accoglienza è altra cosa. Si vada a controlli stretti e misurati per ciò che viene offerto e spesso denunciato in difetto. Le Prefetture e gli organi collegati alla vigilanza e alla tutela di alcuni comportamenti del caso si effettuino con tutto il rigore possibile. Dico no ai lavori socialmente utili per i migranti. Ma non è meglio tenerli impegnati in operazioni di manutenzione dell’ambiente e del territorio utili per la collettività che non costano nulla se non la copertura assicurativa invece di tenerli in mezzo alla strada. Invece dico no. Dico no anche all’arrivo dei bambini senza accompagnamento circa 500 a San Giuliano di Puglia perché non sarebbe dignitoso il luogo e quanto viene offerto intorno al villaggio. Ma come fino a qualche anno fa è stato dignitoso tenere i circa mille abitanti senza casa di San Giuliano di Puglia in quelle casette per anni? Dico no perché gli altri dicono si. Bene crediamo che l’intervento di accoglienza se ci sarà  nel villaggio di San Giuliano adeguatamente rimesso a posto e riportato alla  dignità o meglio alla sicurezza dell’abitabilità è senz’altro meglio che tenerlo abbandonato a marcire mentre l’ospitalità dei bambini senza famiglia costituisce un’operazione di grande umanità. Cinquecento bambini andrebbero a creare circuiti e servizi formativi di accoglienza che tra l’altro produrrebbero a catena altri posti di lavori. Allora siamo sereni e obiettivi e diciamo una volta si.

Aldo Ciaramella

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