POLITICA – Notte stellata, migliaia di persone in piazza Duomo a Termoli

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TERMOLI – Una notte storica con migliaia di persone. Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, insieme a Patrizia Manzo, Nick Di Michele e tanti altri, sul palco di piazza Duomo a Termoli hanno scaldato una serata da incorniciare uniti insieme al popolo pentastellato nel dire NO alla riforma costituzionale. Ieri a Termoli ha fatto tappa il tour “Costituzione coast to coast”, l’iniziativa pensata da Alessandro Di Battista per spiegare in piazza le ragioni del NO alla riforma costituzionale voluta da Renzi. movimento 5 stelleSul palco, con Di Battista c’erano Beppe Grillo e Luigi Di Maio, insieme a portavoce in di vari Comuni, portavoce di Regioni diverse, parlamentari ed europarlamentari uniti nel senso di comunità. A fare gli onori di casa sono stati Nick Di Michele, portavoce al Comune di Termoli e Patrizia Manzo, portavoce in Consiglio regionale. Tanti i loro riferimenti a questioni locali e nazionali compreso la battaglia per il  tunnel di Termoli.

Patrizia Manzo ha ricordato il “referendum negato e le oltre 3mila firme raccolte. E ha aggiunto. Sul Referendum la Manzo ha detto:<Non era questo il momento di parlarne, ci sono circa 11 milioni di italiani che non sanno ancora come curarsi. Dicono che con la riforma hanno introdotto nuovi referendum, ma per richiederli hanno alzato il quorum e per attuarli servirà una legge che non faranno mai. Ci dicono che la riforma servirà ad abbattere i costi della politica. Non è vero. I costi si abbattono in altro modo, ad esempio in tre anni e mezzo io e il mio collega Antonio Federico abbiamo rinunciato a 400mila euro di rimborsi”. Dopo gli interventi di deputati ed eurodeputati sono arrivati Beppe, Luigi e Alessandro, in scooter, come promesso. Ad accoglierli il grido “onestà” scandito più volte. Ancor più da quel momento è stata lampante la differenza tra il MoVimento 5 Stelle e gli altri. <Ora i simboli della rivoluzione-  sottolineano i Cinque Stelle –   possono anche essere un motorino, un casco, il pettine usato da Beppe appena arrivato, finanche una cassetta di fichi come quella regalata ai tre dalla mamma di un attivista. Sta anche nella semplicità la cifra del cambiamento in atto>.

Ha cominciato Di Maio: <È un’onda che monta sempre più. È incredibile. Riempiamo le piazze e ci censurano. Sulla riforma vi stanno fregando. In questa riforma l’unica cosa sicura sono i loro privilegi. Verificate cosa c’è scritto nella riforma non ascoltate ciò che vi dicono. Si dice che i problemi dell’Italia saranno risolti dal nuovo Senato in cui siederanno consiglieri regionali e sindaci con l’immunità parlamentare. A loro dovremo chiedere di togliersi l’immunità, ma non lo faranno mai. Noi vogliamo rifondare l’Italia sul merito, perché se accanto al lavoro che dà lo Stato non c’è merito, allora è clientelismo. Dobbiamo migliorare il Paese. Per farlo dobbiamo togliere le iniquità sociali, quindi partiamo dai politici. Se un uomo qualunque che sbaglia va in galera, anche un politico che sbaglia deve andarci. Se passa il sì non potremo più togliere loro l’immunità. Altro punto: voi vogliamo limitare il fenomeno dei voltagabbana: il governo Renzi si regge sull’appoggio di partiti che sulla scheda elettorale del 2013 non c’erano>. Ha poi aggiunto :<Anche noi vogliamo modificare la Costituzione, ma non vogliamo renderla immodificabile nelle parti che danno privilegi alla politica. Si sono inventati un Senato che non eleggerete e che dovrà autorizzare il governo a modificare la Costituzione. Assurdo. Il mondo ci osserva: dobbiamo coinvolgere le migliori energie del Paese e dobbiamo cominciare da questa campagna. Svegliamoci dall’incantesimo per cui ci hanno detto che per rilanciare il Paese serve la riforma costituzionale”.

Poi è toccato a Di Battista: “Mesi fa ho pensato: o passiamo l’estate a lamentarci, a scrivere su Facebook che è una vergogna o ci rimbocchiamo le maniche, magari giriamo l’Italia per spiegare le ragioni del No al referendum. Questo non è un comizio politico, è una piazza di riscatto, di cittadini che non abbassano più la testa. Entriamo nell’ottica che con competenza, dedizione, con lo studio e l’umiltà possiamo cambiare questo Paese. Ho sentito il bisogno di uscire dal ‘Palazzo’ che è fatto per staccarti dalla realtà. La corruzione parte dalla testa e arriva al portafogli. Se ti stacchi dalla realtà e ti senti migliore dei cittadini, cominci a corromperti e forse sbagliamo anche noi quando trattiamo i parlamentari come grandi personaggi, invece sono semplici dipendenti del popolo italiano. I privilegi sono come la droga, per questo noi giriamo le piazze senza intermediari, senza barriere, senza scorta. Se fossero venuti Renzi o la Boschi sarebbe pieno di forze dell’ordine. Stasera ci sono solo tre poliziotti e tre carabinieri perché loro sanno che quando si riunisce un popolo del genere i ladri sono altrove. Questa è una marea – ha incalzato –  che fa paura al potere costituito. Ogni persona presente in piazza è una goccia di sudore sulla fronte di Renzi. Insieme siamo una potenza. L’argomento principale per l’appoggio alla riforma è velocizzare l’iter legislativo, ma in Italia non ci sono troppe leggi, ma troppe leggi fatte male perché ad esempio le leggi sulla trasparenza del settore bancario le fanno i banchieri, quelle sull’ambiente le fa chi inquina, quelle sul conflitto d’interessi le fa chi ha conflitti d’interesse, le leggi anticorruzione le fanno i corrotti. Non possiamo permettere a questo governo di cambiare la Costituzione. È vero che tolgono alcuni senatori, ma di fatto ci tolgono il diritto a votarli>. Poi la chiusura: <A me non interessa la carriera politica ma quella come essere umano. È l’estate più bella della mia vita perché mi sto stancando ma sto incontrando tanta gente che non molla. Preferisco un cittadino che non vota 5 Stelle ma ci aiuta in un progetto ad un elettore che poi incrocia le braccia e resta a guardare>.

Infine lo show di Beppe Grillo;<Ormai possiamo decidere solo in base al nostro livello di rabbia. Se siete qua siete dei disadattati, dei falliti. Io sono il più fallito anzi non so più chi sono, forse sono come una prostituta che si aggira in un mondo senza marciapiedi. Questo Movimento è un’arca per i disgraziati nella quale vi abbiamo fatto entrare pian piano>. Poi Grillo ha duettato col pubblico ha scherzato con la Curia citando la proposta M5S sull’Imu del Vaticano e quindi il ricorso a Gianroberto Casaleggio: <Non voglio essere ateo per l’amor di Dio. Anch’io voglio immolarmi per voi come Gesù, perché rinasco. Sono alla mia quarta vita. Il Movimento è un’idea, anzi una sensazione avuta incontrando una persona che era il mio opposto, ma che aveva etica, onestà intellettuale e con la quale abbiamo deciso di fare qualcosa per gli altri. Questo non è andato giù a nessuno perché in questo mondo nessuno ha creduto che un comico e un manager potessero fare qualcosa senza un ritorno economico. Siamo andati avanti e siamo nati il giorno di San Francesco, poi questo papa ci ha rubato tutto il programma! Oggi, con questo governo, il concetto di democrazia non vuol dire più nulla. Oggi la forma più pura e alta di politica è quella di dire NO, non solo NO alla finanza e alle banche, ma dire No nel cuore e nella mente, dire NO quando vi offrono un lavoro che non sapete fare; NO a una tangente. È questo il cambiamento>.

Il  finale è stato di Grillo di Di Maio e Di Battista  che si sono lasciati cadere all’indietro presi dalla gente. Un simbolo del cambiamento.

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