REGIONE – Si negozi con il Governo il futuro del Molise

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CAMPOBASSO –  Cambiare metodo per fermare uno smantellamento istituzionale e pubblico ormai in atto da otto anni che vuole portare evidentemente all’annullamento dell’autonomia regionale. Per Michele Petraroia di Dem è necessario non assecondare la narrazione nazionale e avviare una negoziazione complessiva sul futuro assetto del territorio che si estende dalle Mainarde all’Adriatico e dal Trigno fino al Fortore e al Matese. Ovviamente sulla scorta di quanto, la domanda più facile che scaturisce è: <I tanti anziani ed i rari giovani che continueranno a vivere in questa landa periferica che servizi pubblici avranno, e da quali istituzioni saranno amministrati ? Cittadini o Sudditi, questo è il bivio>. Il Molise ad un bivio. Come procedere? < porsi come la longa manus dello Stato che sta riorganizzando la propria articolazione territoriale, o negoziare in termini dialettici un diverso assetto istituzionale che preservi le funzioni essenziali e tuteli le popolazioni delle aree periferiche e marginali. La differenza tra queste due posizioni politiche è radicale. Nella prima ipotesi chi governo il Molise cerca di attutire i colpi e limitare i danni rispetto alle scelte di razionalizzazione della spesa pubblica imposte dalle politiche di austerità europee. Nella seconda ipotesi si avvia un negoziato per avere chiaro quale sarà l’approdo finale del riassetto amministrativo dello Stato e delle sue articolazioni istituzionali periferiche>. Il Molise secondo Petraroia che dal 2008 non ha mai avuto la forza di negoziare col Governo, <ha ignorato il disegno di semplificazione che ne determinerà la scomparsa, ed ha continuato a dilettarsi nelle proprie divisioni di basso profilo, del tutto avulse dall’evoluzione degli assetti amministrativi imposti dalla troika europea>. Sul rischio quello più imminente della scomparsa della Corte di Appello diventato più che possibile secondo alcune dichiarazioni del Ministero della Giustizia e l’eliminazione delle piccole Prefetture con i decreti delegati sulla semplificazione del Ministero della Funzione Pubblica il consigliere regionale incalza:< Sappiamo che l’eliminazione di diversi Uffici Statali relegherà la nostra regione nella pregressa condizione di atavica marginalità storica, rendendola poco appetibile per tutti, se è vero come è vero che l’interpello nazionale per nominare il nuovo Direttore del Ministero dei Beni Culturali per il Molise è andato deserto e la postazione è rimasta vacante. I burocrati statali conoscono il disegno di semplificazione e smantellamento amministrativo in corso, e preferiscono evitare di candidarsi per una responsabilità in bilico che prima o poi farà la fine della Legione Carabinieri, della Corte d’Appello, della Prefettura di Isernia e dei Tribunali minori>.

 

 

 

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