TERREMOTO – “Italia nostra” scende in campo domenica a tutela del territorio locale

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CAMPOBASSO – Tutelare il paesaggio e mettere in sicurezza soprattutto il patrimonio pubblico e artistico della dorsale appenninica da nord a sud. E’ quanto si prefigge la manifestazione di domenica organizzata da Italia Nostra e in programma ad Altilia. Il consigliere regionale di Dem Michele Petraroia valutando alcune ipotesi di programmazione nazionale e locale indirizzata in questa direzione, mette in evidenza come <il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano in un’intervista rilasciata oggi dichiara che servirebbero 93 miliardi per mettere in sicurezza tutto il patrimonio abitativo nazionale da eventi sismici, nel mentre sarebbero sufficienti solo 5,3 miliardi di euro per rendere sicure le case più a rischio di tutta la dorsale appenninica dall’Emilia alla Calabria. L’Italia ha speso negli ultimi 50 anni una somma pari a 150 miliardi di euro per intervenire dopo i terremoti del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, dell’Umbria e del Molise fino a quello de L’Aquila e dell’Emilia, ma salvo  le rare eccezioni di Norcia e del Modello Umbro, non ha risolto il problema, se è vero come è vero che anche nelle aree dove si è ricostruito con criteri antisismici case, scuole e ospedali non reggono l’urto di terremoti tra il 5° ed il 6° grado della scala Richter>. Secondo le stime di Italia nostra  e di altre associazioni di tutela ambientale, ogni anno vengono trattenute direttamente sulle bollette Enel ai cittadini italiani, rileva Petraroia, somme superiori a 14 miliardi di euro da destinare alle multinazionali dell’eolico e del fotovoltaico. <Ebbene considerato che con 5.3 miliardi si potrebbero mettere in sicurezza antisismica tutte le case più esposte a rischio della dorsale appenninica, non mi pare destituita di fondamento la proposta di stornare parte dei 14 miliardi annui su un progetto di prevenzione tesa a garantire l’incolumità delle persone e a salvare vite umane, più che profitti alle multinazionali. Inoltre la sollecitazione a salvaguardare la Valle del Tammaro dall’installazione di poco meno di 100 pale eoliche alte 150 metri che stravolgerebbero i tratti paesaggistici dell’antica Saepinum è più che condivisibile, specie se si pensa che tali interventi impattanti verrebbero realizzati nell’area del Matese interessata alla realizzazione di un Parco Nazionale da tre proposte di legge presentate sia al Senato che alla Camera dei Deputati da parlamentari di ogni schieramento>. Il problema della devastazione ambientale della Valle dei Dinosauri che si colloca tra Sepino e Cusano Mutri, del Massiccio del Matese e della Valle del Tammaro, non è una questione che interessa, come sottolinea ancora il consigliere di Dem, solo Pino e Raffaele, due volontari di Cerreto Sannita in sciopero della fame da alcuni giorni, <ma tocca anche le responsabilità delle istituzioni e delle comunità locali del Molise che hanno il dovere di agire nelle sedi preposte a norma di legge mobilitandosi a tutela di un modello di sviluppo e a salvaguardia del proprio patrimonio storico e naturalistico. Per queste ragioni è opportuno condividere l’appello di Italia Nostra e della Rete delle Associazioni di tutela ambientale della Campania e del Molise aderendo alla manifestazione in programma il 27 agosto alle ore 10.00 presso il sito archeologico di Saepinum – Altilia>.

 

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