SCUOLE SICURE – Chiuse le Elementari di via D’Amato, confusione nelle scelte

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CAMPOBASSO – Scuole sicure, qualcosa viene fuori. Giorni fa avevamo lanciato un appello accorato a fare chiarezza sulla situazione statica e sulla sicurezza degli istituti scolastici del capoluogo regionale e di altri centri del Molise. Ebbene dopo tanti strombazzi polemiche tira e molla e richieste di relazioni tecniche e geologiche soprattutto sulle criticità che esistono nelle scuole di Campobasso, ecco venire alla luce la prima decisione.

Una scelta da tempo invocata che ora non ha più dubbi. L’hanno annunciata il sindaco Battista e l’assessore Maio oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa avente per oggetto alcune determinazioni sul trasferimento degli alunni da alcuni plessi ad altri e la vulnerabilità di strutture scolastiche che dovranno essere messe a norma e quindi adeguate e migliorate dal punto di vista sismico e statico. Perciò la Scuola di via D’Amato “Nino Guerrizio” sarà chiusa. Alcuni accertamenti e la perizia di un tecnico delegato dallo stesso Comune hanno rilevato l’inadeguatezza dello stabile, diciamo così per non entrare in una vera e propria valutazione tecnica, e quindi i bambini fino a gennaio di tutte le classi delle Elementari saranno spostati nella scuola di via Gorizia che però sarà utilizzabile dopo alcuni interventi che il sindaco ha definito poco impegnativi per un importo di 100 mila euro.

Le 4 sezioni della Materna andranno nello stabile di via Insorti d’Ungheria che sarà inaugurato a giorni, le rimanenti classi, da 2 a 5, ancora da definire, saranno spostate nella scuola Colozza di via Insorti d’Ungheria. Della  scuola di via Crispi, rimasta chiusa lo scorso anno scolastico, 7 classi saranno accorpate alla scuola di via Sant’Antonio dei Lazzari 5 classi alla Colozza di via Insorti d’Ungheria, 4 classi resteranno, infine, alla Enrico D’Ovidio di via Roma.

Dunque per le Elementari di Via Crispi ci saranno i doppi turni. Ovviamente il sindaco ha dichiarato che con queste decisioni ha voluto prendersi le sue responsabilità preferendo andare su soluzioni di sicurezza per gli scolari e il personale scolastico. Sulla chiusura delle Elementari e Materne di via D’Amato ha tra l’altro aggiunto:<Tra la scelta di garantire la sicurezza dei bambini e del personale scolastico e i possibili disagi conseguenti alla chiusura della “Guerrizio” scelgo quest’ultima>.

Un programma quindi molto ingarbugliato di trasferimenti, doppi turni e di lavori che dovranno iniziare o essere ultimati in tempi compatibili con tutte le scelte prese, molto snervante con l’obiettivo di andare avanti per qualche mese per poi andarne a trovare altro che possa garantire ugualmente la sicurezza. E qui non si allontna di un centimetro l’occhio vigile del Comitato dei genitori. Presente alla conferenza stampa, ha avanzato una serie di osservazioni. Dito puntato, perciò, su tutte le scuole del capoluogo e l’annuncio di esigere il nulla osta sulla sicurezza di quest’ultime, ovviamente tecnico, prima dell’apertura dell’anno scolastico quando potrebbero avviare un lungo periodo di lotta.

Una confusione enorme a nostro parere che probabilmente poteva avere altro indirizzo attraverso provvedimenti più semplici, preparati in tempi più remoti preparandosi a tempo, ma idonei che potevano permettere oggi senza funi alla gola il riadeguamento di tutto il patrimonio immobiliare scolastico della città a cui inevitabilmente bisogna rimettere mano. Il suggerimento, scartato dal sindaco, di prefabbricati o casette in legno che certamente non avrebbero avuto un costo alto uguale alla ricostruzione delle stesse scuole, come dichiarato da Battista, avrebbe comportato nella sua effettiva concretizzazione e creato altre situazioni di stato d’animo in tutti i genitori. Il sindaco a proposito ha ricordato come in passato in altri Comuni siano stati utilizzati finanziamenti per migliorie statiche e sismiche su scuole che addirittura non ne avevano alcun bisogno. Economie, ha detto, che sono state sottratte a chi ne doveva necessariamente usufruire.

Il Comune per concludere con i suoi 11 milioni di euro della Regione e i 3 dell’Inail dovrebbe procedere celermente a organizzare una sua edilizia scolastica- tipo soprattutto per Elementari e Materne a misura metropolitana, se vogliano, di poli scolastici soprattutto in quei quartieri dove la concentrazione di scolari è al massimo e dove soprattutto sono stati chiusi importanti plessi. Non si può dire ad ogni occasione che “abbiamo e faremo”, è necessario che si intervenga in maniera più organica, coraggiosa e ampia, fuori da ogni tipo di politica o programmazione frammentaria e spesso approssimata.

Aldo Ciaramella     

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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