CULTURA – Sesso è una parolaccia, esordio letterario per l’isernina Carmelina Fraraccio

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ISERNIA –  “Sesso è una parolaccia”, questo il titolo del primo lavoro letterario dell’isernina Carmelina Fraraccio, insegnante di scuola primaria che ha voluto ripercorrere alcuni momenti significativi della sua pluriennale carriera al fianco degli alunni. L’opera è stata pubblicata dalla casa editrice “Caosfera” nell’ambito della collana “Riflessioni”.

Lungi dall’essere un semplice romanzo pedagogico, il libro non solo descrive in maniera minuziosa l’attuale rapporto tra alunni e insegnanti ma, in linea generale, anche quello tra figli e genitori, mettendo in luce le difficoltà che oggi hanno gli adulti a comprendere e ascoltare i bambini. Ed è proprio il dualismo sentire-ascoltare il filo conduttore dell’intera opera, differenza tra i due termini che Carmelina Fraraccio ha sperimentato in prima persona confrontandosi con gli alunni della sua classe. Un sentire superficiale, conseguenza dei numerosi impegni degli adulti, ormai disinteressati alle istanze dei più piccoli, che si contrappone ad un ascoltare inteso come momento di crescita per entrambi.

E’ partendo da questi presupposti che emerge la necessaria circolarità che dovrebbe esserci nel rapporto tra adulti e bambini. I secondi visti non solo come soggetti pronti ad imparare, ma gli stessi, nella contemporaneità, si pongono anche come insegnanti di quella sincerità, di quella libertà e di quel candore che, di certo, non appartiene a genitori ed educatori, costantemente alle prese con una società in cui i valori fondanti sono il consumismo, l’esteriorità, l’emergere a tutti i costi.

In tale contesto, ci spiega l’autrice, ci si trova dinanzi a nonni che non vogliono invecchiare, a genitori troppo distratti e occupati, costretti ad affidarsi a babysitter 2.0, ovvero quel computer e quell’internet, veicoli di apertura al mondo ma anche fonti di rischio per bambini e adolescenti. Sono gli stessi adulti che fanno della parola sesso un tabù, forse perché sarebbe troppo difficile e impegnativo non solo cimentarsi in tale argomento ma soprattutto legare la sessualità a quel substrato sentimentale che prevede parole come amore, fiducia, rispetto, spesso lontane da coppie sempre più in crisi e che scaricano inconsapevolmente colpe e frustrazioni sui propri figli.

Qual è allora la soluzione migliore per uscire da questa impasse? Il rimedio individuato dalla scrittrice è fare del discepolo il maestro, quindi attingere a piene mani dal mondo dei bambini. Attraverso le vicissitudini che contraddistinguono tutte le classi elementari, in modo particolare una scolaresca multietnica della Capitale, la Fraraccio ci dà la possibilità di comprendere come sia possibile imparare dai più piccoli.

Così l’arrivo di un vispo bambino africano è l’occasione per sperimentare quella interculturalità quasi spontanea per ragazzini di dieci anni, ancora un’utopia per i più grandi. Un’apertura alla diversità che è il punto di partenza per costruire una società migliore. Anoressia, tradimento, omosessualità, crisi economica, in questo libro vengono trattati questi argomenti partendo sempre dal punto di vista dei bambini che spesso, è molto più ampio di quello degli adulti.

L’autrice, inoltre, ci presenta una scuola che ancora mette al primo posto i sentimenti, in cui gli insegnanti, consapevoli del loro ruolo, instaurano rapporti di fiducia con i propri alunni e, a questa, ne contrappone un’altra (attraverso la figura della maestra di Storia) che ha perso quel ruolo fondamentale di agenzia di socializzazione.

Ancora una volta a emergere è la necessità di rompere quel rapporto troppo spesso verticistico in favore degli adulti. Al contrario, appare necessario ascoltare (termine non casuale) il punto di vista dei più piccoli, anche perché, come sottolinea la stessa autrice: “Un mondo senza bambini è un mondo più triste”. E’ solo attraverso il rapporto con i più piccoli che è possibile far riemergere quel pascoliano fanciullo che è in ognuno di noi. E chissà se non sia questo il metodo per porre le basi per un futuro più roseo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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