CRONACA – Ciro Ciocca, ipotesi suicidio. A Riccia nessuno ci crede

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RICCIA – Ciro Ciocca, lo studente universitario originario di Riccia, deceduto dopo 4 giorni dal ricovero in un ospedale francese, si sarebbe tolto la vita con una coltellata. La gendarmeria di Rouen, città dove è accaduto il fatto, ha liquidato così la vicenda, ma la notizia – diffusa nella notte dall’Ansa – non convince i suoi concittadini. Nessuno crede all’ipotesi del suicidio.
Ciro, dicono, era un ragazzo solare, pieno di vita. Era innamorato, studiava all’Università di Napoli dove aveva già dato moltissimi esami. Non avrebbe avuto alcun motivo apparente per porre fine alla propria esistenza. “La polizia francese – ipotizza qualcuno – vuole lavarsene le mani”. Sono tanti i dubbi di chi lo conosceva.
Intanto, il procuratore capo di Campobasso Armando D’Alterio ha aperto un’inchiesta contro ignoti per istigazione al suicidio. Un atto dovuto. I carabinieri stanno ascoltando amici e parenti per cercare di far luce sulla vicenda. Qualcosa di più potrà forse dirla l’autopsia disposta sulla salma del ragazzo e in corso in queste ore. I genitori sono rientrati a Campobasso, dove vivono, in attesa delle disposizioni per il rimpatrio della salma.
Lo studente era partito, solo da pochi giorni, per la Francia dove partecipava al programma Erasmus.

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