POLITICA – Il Molise apra un “corridoio” con il Governo

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CAMPOBASSO – Accogliamo e condividiamo la “protesta” o il disappunto del consigliere regionale Petraroia sul silenzio molisano su quanto accade intorno e quanto potrebbe accadere in tempi brevi se si pensa all’azzeramento di alcuni presidi istituzionali che andrebbero a limitare fatalmente quella autonomia istituzionale che al momento costituisce almeno una sorta di garanzia di maggiore agibilità amministrativa giudiziaria e quindi sociale con riflessi diciamo positivi sul sistema economico generale.

Le ultime vicende investigative e giudiziarie che hanno dimostrato come ormai alcuni fenomeni mafiosi legati a cosche ndraghetiste e processi criminali di estrema violenza in regione siano diventati di casa, non hanno scatenato alcuna reazione nella gente, nella rete degli enti locali, nei rappresentanti della politica regionale. Un’indifferenza, come spiega Petraroia, che si coniuga e si alimenta con il disinteresse senza alcuna presa di posizione dura sul Governo centrale soprattutto se si considera che da oltre tre mesi il Molise scrivendo lettere e comunicati, solo questi, a destra e a manca, ancora non riesce a essere ricevuto dai vertici del Governo centrale in primis dai Ministri della Giustizia dell’Interno e della Difesa.

Per affrontare le problematiche o meglio alcuni processi di delimitazione strutturale con provvedimenti in itinere inarrestabili, alcuni già presi altri in via di definizione, che investono e riguardano la sottrazione della Corte d’Appello dal capoluogo regionale, lo spostamento del Comando regionale dei Carabinieri a l’Aquila e da qui, a medio termine la “sublimazione” politica e amministrativa regionale con solidificazione in Abruzzo all’interno di una macroregione ormai ineluttabile.

Il presidente Cotugno a capo di una delegazione che a Roma non viene convocata, quindi, alzi la voce e interessi soprattutto con la forza della sua rappresentanza assegnatagli dal popolo, i rappresentanti molisani senatori e deputati alla Camera, per aprire con forza, immediatamente, un corridoio molisano dove incontrare i Ministri di cui dicevamo sopra e con loro definire o ridefinire gli strumenti operativi necessari per guidare gestire controllare tutelare salvaguardare la regione e i suoi abitanti in un contesto sicuro di vita civile amministrativo e sociale dove lo spirito e l’obbligo del controllo, della giustizia e di una governance allargata su ampi settori siano di appartenenza al territorio.      

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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