SCUOLA – Fuggi fuggi, i genitori non si fidano

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CAMPOBASSO – Scuole sicure si va avanti a tentativi mentre l’apertura dell’anno scolastico potrebbe essere spostato in avanti per alcuni istituti scolastici. Un’ emergenza in corso con soluzioni tampone, miope, a cui bisogna ricorrere ma che non viene accettata per evidenti motivi di sicurezza. Come sempre ci si ricorda quindici giorni prima del suono della campanella per rendersi conto ancora una volta che il patrimonio immobiliare scolastico locale e regionale è vetusto e da risanare in una regione, tra l’altro, che fa tremare i polsi a tutti per il suo alto grado di sismicità.

Il risultato è quindi il ricorso a soluzioni inadatte e inadeguate con proposte di strutture alternative poco sicure. A questo punto, come abbiamo ripetuto nei giorni passati non sarebbe stato meglio ricorrere, sistemandoli per tempo, a moduli abitativi, tra cui casette in legno, dove offrire un “riparo” sicuro. Il problema sulla sicurezza delle scuole da sempre è stato sollevato in città.

L’appello e gli inviti in tal senso della Flc Cgil e di tutti i Comitati e Associazioni di genitori cittadini e regionali avanzati nel 2012 a dieci anni dal terremoto con un affollato convegno sull’edilizia scolastica e a gennaio di quest’anno dopo il terremoto che ha interessato l’area campobassana, sono rimasti inascoltati e inavvertiti soprattutto a Campobasso dove si continua a vivere di provvisorietà e di una programmazione a pezzi, vaga e senza obiettivi.

Le pezze che si continuano a suggerire in questi giorni soprattutto nel capoluogo regionale come ad Isernia con la presentazione di soluzioni che cambiano quotidianamente dove comunque vengono suggerite scelte che riguardano spostamenti in edifici che non offrono garanzia di un’ agibilità sicura e quindi un percorso formativo articolato e organizzato per tutti gli scolari rigettate, inoltre, dai genitori degli alunni, hanno creato situazioni a dir poco imbarazzanti. Tra i tanti, come ci suggerisce la Flc Cgil, ma è ben noto a tutti, c’è il caso della scuola primaria di via D’Amato a Campobasso marcatamente emblematico: un edificio ristrutturato con ben 400 mila euro nel 2012 viene chiusa a soli dieci giorni dall’inizio delle lezioni.

Ovviamente si è scatenato il caos: mentre i genitori si sono affrettati ad iscrivere i propri figli altrove, si cercano soluzioni di emergenza. <La sistemazione più semplice, quella della “Enrico D’Ovidio” di via Roma, viene scartata dietro pressione dei genitori della “Guerrizio”, che insistono nel richiedere una sistemazione “sicura”. La domanda però a questo punto sorge spontanea: se le aule della “Casa della Scuola” di via Roma non sono sicure per gli alunni della Guerrizio perché dovrebbero esserlo per gli alunni ed i lavoratori della D’Ovidio?>  Davanti a questo quesito si registra il fuggi fuggi generale.

I genitori cercano di iscrivere, ottenuti i dovuti nulla osta, i propri figli in scuole nuove e sicure. Qualcuno addirittura li porta fuori Comune. Con il rischio che alcune scuole scompaiano. Si parla di doppi turni. Impossibili tenerli in piedi in scuole che hanno già programmato una propria attività pomeridiana di supporto a quella del mattino. Si presenta poi il problema degli insegnanti. Laddove ci si per trasferimento non ci sono prof. a sufficienza in qualche caso neppure per i loro iscritti. Insomma un caos inconcepibile incredibile inaccettabile su cui i sindacati vigilano attentamente preannunciando per l’apertura dell’anno scolastico una mobilitazione generale.

Aldo Ciaramella                                

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