EDILIZIA – Non sapendo più con chi prendersela ci si sfoga al proprio interno

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CAMPOBASSO –  Imprese disperate  che si “collassano” psicologicamente e dialetticamente all’interno delle loro sedi e strutture associative non avendo più altri luoghi dove protestare. E la rabbia le proteste e le “voci” sono talmente esasperate e forti che il presidente dell’Acem Corrado Di Niro è stato costretto a sciogliere la riunione di ieri e mandare tutti a casa i suoi colleghi imprenditori in attesa che si convincano di sopportare l’andazzo di questa regione.

E’ successo ieri nella consueta riunione dell’Associazione costruttori molisani dove i soci di quest’ultima nel ribadire le difficoltà di gestione soprattutto finanziaria delle loro aziende di fronte all’irresponsabilità delle istituzioni locali che devono effettuare alle imprese edili da tempo pagamenti per oltre 14 milioni di euro per saldo di lavori pubblici si sono talmente arrabbiati tra di loro, in un clima di “incazzatura” contro interlocutori evidentemente assenti, che il presidente Corrado Di Niro ha dovuto sciogliere la riunione. In una nota Acem, infatti, si legge che il Consiglio direttivo dell’Associazione costruttori del Molise, <ha fatto registrare momenti di tensione ed attimi di forte agitazione nella discussione  dei pagamenti alle imprese.

Su quest’ultimo, in considerazione della stasi diffusa riguardante sia la ricostruzione sia gli altri appalti, in un clima infuocato, si sono verificate accese discussioni che hanno reso impossibile proseguire i lavori. Il Presidente Corrado Di Niro è stato costretto a sospendere la seduta>. Le imprese molisane andando sul concreto avanzano circa 1,5 milioni di euro dalla Provincia di Campobasso che non si decide a effettuare i pagamenti pur avendo in cassa i soldi e oltre 10 milioni di euro dalla Regione per lavori della ricostruzione post sisma.

Un po’ per la lentezza degli uffici nel definire le istruttorie che non vengono completate un po’ per un controllo che non c’è o è insufficiente soprattutto da parte della Protezione civile che coordina l’espletamento delle pratiche e quindi le autorizzazioni ai pagamenti, fatto sta che le imprese locali sono sul lastrico senza che nessuno purtroppo se ne accorga e sebbene da mesi l’Acem non fa altro che fare incontri con Frattura e Nagni e diffondere comunicati stampa al riguardo. Ed ecco che si verificano anche questi fenomeni di “cannibalismo” dialettico.

Non sapendo, infatti, più a chi rivolgersi e con chi prendersela si registra una disarmante ultima disperazione che vuole evidentemente attirare chi deve ingranare una minima marcia per riavviare la macchina amministrativa che rimetta in ordine i pagamenti a beneficio di chi ha prestato una sua opera già determinata da tempo in un contratto tra le parti e che si è esposto economicamente con costi che ora in caso non vengono riconsociuti subito potrebbero travolgere l’esistenza delle stesse imprese e quindi polverizzare quei pochi posti di lavoro rimasti.

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