SANITA’ – “Migranti visitati nelle ambulanze, sistema dell’accoglienza ormai collassato.”

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ISERNIA – È con parole durissime che Agostino Di Giacomo, responsabile isernino di CasaPound Italia, commenta la notizia che l’ambulanza del 118 dell’Ospedale di Isernia sarebbe regolarmente utilizzata per le visite degli immigrati destinati ad essere accolti negli ormai numerosissimi centri di accoglienza sparsi nei comuni della provincia.
“Una notizia di una gravità sconcertante – afferma Di Giacomo – che dimostra come le nostre previsioni sull’impatto di flussi migratori senza fine sul nostro territorio si siano puntalmente avverate.

Il sistema dell’accoglienza è ormai collassato, a fronte di numeri di clandestini del tutto incompatibili con un territorio impoverito come la provincia di Isernia, e le nostre strutture sanitarie, duramente colpite dai tagli succedutisi negli anni, sono andate in tilt, con servizi di emergenza come l’ambulanza del 118 usati come ambulatori, con rischio di non poter essere utilizzabili in caso di urgenza medica”.

“La notizia che i migranti sarebbero portatori di morbi da noi ormai debellati, tanto che le ambulanze devono essere disinfettate dopo ogni ciclo di visite per evitare il contagio dei pazienti trasportati, con ulteriore allungamento dei tempi prima del loro ritorno in servizio – continua il responsabile isernino CPI – dimostra inoltre quali siano le minacce cui la popolazione va incontro, complice il sovraffollamento nei centri, stipati di immigrati fino all’inverosimile per lucrare quanto più possibile sul fenomeno, ed il rapporto tra immigrati e cittadini, il più alto d’Italia.

A fronte di questo scenario di crisi,si rende necessario un radicale cambio di politica rispetto a quella dell’accoglienza continua ed indiscriminata finora perseguita dal Prefetto: blocco immediato dei nuovi arrivi, ed avvio di un percorso che porti nel più breve tempo possibile allo svuotamento dei centri, con conseguente rimpatrio di tutti quei clandestini, la stragrande maggioranza, che non hanno diritto alla qualifica di profugo e non hanno alcun titolo per risiedere sul nostro territorio, ancor meno alloggiando in strutture alberghiere a spese dei contribuenti”.

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