BIBLIOTECA PROVINCIALE – Rocco scrive a Coia: “Trovare una soluzione dignitosa per il patrimonio librario della Mommsen”

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ISERNIA – Trasferire a Campobasso tutto il patrimonio librario della “Mommsen” per costituire, presso la Biblioteca Albino, una speciale sezione autonoma denominata “Sezione Mommsen- già Biblioteca provinciale di Isernia”. In alternativa, cedere il tutto alla Biblioteca dell’Università del Molise, dove costituire una analoga “Sezione ex Provinciale di Isernia”, con un suo catalogo a parte. E’ la proposta di Agostino Rocco, già direttore della Biblioteca Provinciale di Isernia dal 1980 al 2010.
Rocco, in una lettera al presidente Lorenzo Coia, azzarda una “soluzione dignitosa” per salvare i testi e l’emeroteca di via Berta, altrimenti destinati a sparire.

E’ arrivata – scrive  – la buona notizia del salvataggio in extremis della storica Biblioteca Provinciale “Pasquale Albino” di Campobasso, grazie ad un’intesa con il Ministero ai Beni Culturali. Ma, purtroppo, nulla si è detto sulle sorti della “sorella minore”, la Biblioteca Provinciale di Isernia, destinata, è ormai chiaro, allo sfacelo totale. Infatti, qualsiasi dovesse essere l’esito del referendum, il destino delle Provincie è comunque segnato.

Con il “si” verranno definitivamente cancellate, con il “no” vincente saranno condannate a
morte per asfissia, senza più finanziamenti statali di alcun genere.
E, logicamente, i primi servizi a morire in via definitiva saranno quelli culturali, biblioteche in prima fila, in questo dissennato gioco ai tagli per cultura e ricerca scientifica.

C’è purtroppo da restare allibiti davanti al comportamento delle istituzioni, del tutto indifferenti alla ormai prossima chiusura della Biblioteca Provinciale pentra, che sicuramente svolge un ruolo sociale importante, quale principale centro culturale dell’Alto Molise, nonché di  forte aggregazione giovanile in una città senza una rete di centri culturali e  strutture per il tempo libero.  Non solo non si ipotizza la salvezza della Biblioteca “Mommsen”, ma nemmeno si parla della fine che farà il suo patrimonio librario.

Nonostante l’impegno annuale della Provincia, dal 1980 al 2010, per assicurare un annuale rifornimento di nuovi testi, molto spesso di pregevole valore, e delle dotazioni tecniche di cui oggi gode la struttura. Visto che nessuno se lo chiede, che fine farà il patrimonio librario e documentale, oltre agli arredi e alle dotazioni tecniche e informatiche? L’attuale valore dei testi si aggirerebbe intorno a 6-7 milioni di euro, ai costi attuali, e spero non avvenga il “saccheggio” di tale patrimonio storico e culturale, magari destinato a marcire in qualche deposito, alla mercé di ladruncoli e roditori.

Comunque vadano le cose – commenta – appare del tutto inspiegabile il silenzio totale su questa vicenda”. Poi l’appello: “conoscendo la tua particolare attenzione verso la Cultura, caro presidente Coia, spero che il problema verrà da Te portato all’esame del Consiglio provinciale, per aprire un proficuo dibattito, in direzione di una soluzione concreta”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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