CRIMINALITA’ – Un fenomeno in crescita la Regione si muova

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CAMPOBASSO – Stop alla criminalità organizzata ormai più che tracciabile e riconferma di quell’autonomia che cerca oggi di mettere in campo strumenti efficaci per  la sicurezza ai cittadini e di mantenere quei presidi, ormai consolidatisi negli anni, che sono importantissimi per la tenuta e la tranquillità sociale della regione. Sul tema stamane in Consiglio regionale ha buttato il cerino già infuocato nel pagliaio il consigliere di Dem Michele Petraroia attraverso una mozione concernente la presenza sul territorio regionale dei collaboratori di giustizia e o condannati agli arresti domiciliari per reati gravi provenienti da altri territori.

Un atto politico delicatissimo che ha aperto un ampio fronte di discussione ricaduta inevitabilmente sulla criminalità di stampo camorristico e nandreghetista, legata ai provvedimenti di sopra e ad alcuni interessi con il territorio venuti fuori concretamente soprattutto alla luce degli ultimi due episodi aperti dalla Procura Antimafia di Campobasso e di Termoli qualche mesa fa.

Ebbene sebbene tutto ciò, a quanto pare, la Politica dorme e dopo avere fatto qualche piccolo fuoco d’artificio poche settimane addietro non è riuscita ad avere alcun contatto con gli organi centrali chiamati in causa, i Ministeri che governano i tre settori nevralgici della sicurezza, dell’Interno, della Giustizia e della Difesa, assistendo ad allarmi sempre più evidenti arrivati da molte parti della regione. Qualche nota sparpagliata non ha prodotto, infatti, alcun cenno di risposta alle richieste almeno di ascolto e quindi di solidarietà alla gente del Molise.

Naturalmente il problema diventa ancora più preoccupante se si considera quanto è in atto da parte del Governo e cioè lo smantellamento istituzionale di alcuni centri o strutture militari giurisdizionali, amministrativi ed altro tra cui la Corte d’Appello e alcuni Reparti speciali di Carabinieri Finanza e Prefetture, che una volta cancellati non farebbero altro che allargare la strada e quindi facilitare in loco un maggiore ingresso di criminalità organizzata legata soprattutto ad affari e attività illegali. L’appello e l’invito alla politica alla delegazione parlamentare alle Associazioni che da queste colonne abbiamo lanciato qualche mese fa  è stato raccolto e riportato in gioco da Petraroia.

Quest’ultimo lo ha rivolto nuovamente al presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno esortandolo ad adoperarsi a ricompattare o a dare maggiore vigore a un tavolo permanente istituzionale attorno al quale devono sedere tutte le Associazioni, Comitati, sindaci amministratori, parlamentari istituzioni locali ordini professionali  per realizzare un sistema unico di pressione e di rivendicazioni verso lo Stato a cominciare dall’inamovibilità di quelle strutture ritenute sensibilissime e intoccabili, indispensabili e insostituibili per arginare il fenomeno nascente e pericolosissimo della criminalità organizzata. Vanno bene anche le interrogazioni presentate da parlamentari di altre regioni, come ha riferito Petraroia in aula, ma sarebbe certamente più naturale e credibile che la questione nella sua complessità venga affrontata subito tra il Governo e il Molise intero.

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