AMBIENTE – Eolico selvaggio, Pietraroia scrive ai ministri Franceschini, Galletti e Martina

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CAMPOBASSO – Il consigliere regionale Michele Petraroia scrive ai ministri Franceschini, Galletti e Martina per sollecitare adempimenti di salvaguardia e tutela del Tratturo Pescasseroli – Candela, delle Aree ZPS, IBA, SIC, di Natura 2000, del Sito Archeologico di Saepinum – Altilia, del Parco del Matese, nonché del Parco Geopaleontologico di Pietraroja. Il consigliere auspica la nomina di un commissario ad acta del MIBAC a cui demandare, in via straordinaria, l’individuazione di ogni strumento di salvaguardia della vasta area a confine tra regione Campania e Molise, oggetto di attenzione da parte delle società d’affari dell’eolico.

“Sul Tratturo Pescasseroli – Candela – ricorda nella missiva il consigliere Petraroia – i pastori e gli agricoltori hanno saputo conservare per oltre 2 mila anni l’antichissimo sito archeologico di Saepinum – Altilia di Sepino (CB) al confine con i comuni di Morcone e di Santa Croce del Sannio in Provincia di Benevento. Un sito definito dallo studioso Salvatore Settis, una piccola Pompei, tanto è vero che l’intero territorio di Sepino è vincolato con D.M. del 9 luglio 1975.

In questa parte marginale, interna e oggettivamente svantaggiata dell’Italia, stanno moltiplicandosi a dismisura, i rischi ambientali a causa di progetti di trivellazioni petrolifere, installazioni eoliche e/o fotovoltaiche, e impianti energetici impattanti di ogni tipologia, nessuna esclusa.
In particolare  – ricorda – nella zona a confine tra la Regione Molise e la Regione Campania l’area SIC IT7222103 (Bosco di Cercemaggiore e Castelpagano), il Regio Tratturo Pescasseroli – Candela, il sito archeologico di Saepinum – Altilia, il Parco del Matese, il Parco Geopaleontologico di Pietraroja e la Valle del Tammaro, sono messi a rischio da numerosi progetti di installazioni eoliche che complessivamente si avvicinano a 150 pale alte dai 100 ai 150 metri con uno stravolgimento paesaggistico e un attraversamento di cavidotti, viabilità d’accesso e scavi per decine di metri di profondità che arrecano innumerevoli devastazioni al territorio e all’ambiente.

Le popolazioni locali, alle prese con la peggiore crisi economica dal 1929, vivono in una forte condizione di disagio sociale e se si calcola che un solo progetto di 12 pale eoliche muove 50 milioni di euro, si comprende che è arduo resistere nell’azione di difesa dell’art. 9 della Costituzione e delle norme di salvaguardia dei Beni Ambientali e Culturali, al cospetto di affari dell’ordine di 700/800 milioni di euro.

Meritano per questo una menzione speciale i nuclei di coltivatori diretti e di pastori del Matese, che nonostante le difficoltà in cui si trovano, hanno scelto di difendere la storia dell’Italia schierandosi, da soli, a salvaguardia del Tratturo Pescasseroli – Candela, del sito archeologico di Sepino e delle aree di pregio ambientale, oltre che delle loro terre, delle loro case e del proprio bestiame. Sono consapevole che saranno spazzati via con un soffio di vento dai macro interessi che ruotano sulle energie rinnovabili in Italia che superano i 14 miliardi di euro annui trattenuti direttamente sulle bollette dell’ENEL agli utenti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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