ECONOMIA – Prestiti senza busta paga: cosa sono e come funzionano

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ECONOMIA – I prestiti senza busta paga sono una delle risposte approntate dal sistema bancario per andare incontro ad una fetta di utenza molto particolare, che nel corso degli ultimi anni si è enormemente ampliata. Le persone che non sono in grado di produrre uno stipendio mensile su cui appoggiare la propria richiesta di finanziamenti, hanno infatti visto aumentare progressivamente il proprio numero per il verificarsi contemporaneo di due tendenze. La prima di carattere economico, ovvero una crisi devastante che ha colpito i consumi e prodotto una disoccupazione sempre più marcata. La seconda relativa al mondo del lavoro, interessato da una vera e propria rivoluzione che ha visto in pratica sparire il tempo indeterminato e allargarsi sempre più una flessibilità spinta sino a forme pronunciate di precarietà. Il tutto in un momento in cui le politiche di austerity proposte dagli esecutivi hanno prosciugato spesso in maniera irreparabile i bilanci familiari, imponendo quindi la ricerca di credito per poter sostenere i consumi primari. Come ci ricorda il sito specializzato Prestitisbp proprio per non escludere dal mercato creditizio le tante persone che hanno visto aggravarsi le proprie condizioni finanziarie nel corso degli ultimi anni, il sistema bancario ha perciò deciso di varare una proposta sempre più completa in grado di tenere conto dell’evoluzione sociale. I prestiti senza busta paga, in particolare, rappresentano la risposta approntata a questo scopo.

Cosa sono i prestiti senza busta paga

I prestiti senza busta paga sono finanziamenti concessi dalle banche e dalle finanziarie a clienti che non sono in grado di appoggiarsi ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per giustificare la loro richiesta. Per poterli avere il richiedente deve però riuscire a dimostrare l’esistenza di garanzie alternative, ovvero fonti reddituali o patrimoniali tali da tranquillizzare l’ente cui è stata rivolta la domanda in relazione al piano di rientro. In questa categoria possono rientrare le voci più disparate, come ad esempio il canone concordato con l’inquilino per un immobile dato in affitto, oppure una rendita finanziaria derivante da un investimento che non si intenda comunque smobilizzare, in quanto assicurante un rendimento annuo.
La casistica in questione può comunque essere molto vasta e deve essere valutata dall’ente erogante. Va infatti precisato che ogni banca provvede ad attrezzarsi con una politica interna tesa a limitare al massimo i rischi, cercando però di non rendere troppo restrittivi i criteri di ammissione al finanziamento. Per cercare di capire quale istituto bancario può essere il più ricettivo nei confronti delle proprie particolari esigenze, la cosa migliore sarebbe rivolgersi ad un consulente finanziario. Proprio questa figura professionale, infatti, è dotato di una serie di conoscenze del mondo bancario che può aiutare notevolmente a capire presso quali istituti rivolgersi scartando gli altri.

Cosa accade se non si possono produrre garanzie?

In alcuni casi, chi richiede un prestito personale non può fornire garanzie. Per questa particolare utenza, l’alternativa può essere rappresentata da due soluzioni, ovvero i piccoli prestiti e quelli tra privati. Nella prima tipologia vanno a rientrare non solo coloro che non hanno una busta paga, ma anche chi non può dimostrare entrate magari derivanti da impieghi saltuari, purché si tratti di cifre di non elevato importo. Si tratta però di soluzioni caratterizzate da tassi di interesse estremamente elevati, adottati appositamente dalla banca per ripagare il rischio molto elevato cui si sottopone. Proprio per questo motivo sono una sorta di ultima spiaggia, da prendere in considerazione solo ove sia stata verificata l’impossibilità di praticare altre strade. La seconda tipologia rappresenta a sua volta una negoziazione tra soggetti privati, nella quale il tasso di interesse deciso di comune accordo è sovente più vantaggioso rispetto a quello praticato dal sistema bancario. Si tratta per entrambe le tipologie di forme creditizie abbastanza limitate, in cui la somma rimane confinata nella maggioranza dei casi nell’ambito di poche centinaia di euro. Allo stesso tempo i prestiti tra privati possono concedere respiro a chi abbia visto precluso l’accesso al sistema creditizio, magari perché gravato dalla nomea di cattivo pagatore o protestato.

Prestiti senza busta paga per giovani e disoccupati

Va poi ricordato un settore molto particolare, quello formato dai giovani e dai disoccupati (molto spesso le due categorie si intersecano). Basta leggere le statistiche riguardanti il tasso di disoccupazione tra i giovani italiani per capire di cosa si stia parlando. Gli ultimi dati disponibili forniti da Istat, infatti, attestano intorno al 38% la percentuale di senza lavoro tra i giovani. Un dato ancora più drammatico se si pensa che nel 2007, poco prima che scoppiasse la bolla dei mutui subprime travolgendo l’economia globale, il tasso in questione era fermo al 17,9%. Proprio per ovviare a questa situazione e non tagliare quindi fuori dal mercato creditizio intere generazioni, le banche hanno messo in campo prestiti senza busta paga o garanzie, in modo particolare a favore di chi li richieda per finalità legate allo studio.
Tra di essi va ricordato il cosiddetto prestito d’onore, una forma di credito mutuata dal sistema anglosassone, che può sostenere il diritto allo studio tramite tassi di interesse e condizioni molto favorevoli. Tra le caratteristiche di queste forme creditizie, la più apprezzata è proprio la grande flessibilità dei piani di rimborso, logicamente molto gradita da chi non ha un reddito da poter esibire e deve spesso appoggiarsi alla famiglia. In pratica il prestito d’onore viene concesso in vista della fine del percorso formativo dell’interessato, lasciando allo stesso la possibilità di scegliere entro il termine di un anno dal conseguimento del titolo di studio se procedere ad un rimborso in unica soluzione oppure far partire il finanziamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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