ZUCCHERIFICIO – Subito gli aiuti per il diritto alla “sopravvivenza”

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CAMPOBASSO – Continua il presidio allo Zuccherificio. Occupati in mattinata dai lavoratori  i binari della linea che qualche tempo fa conduceva i mezzi su ferro al trasporto delle merci fino ai piazzali dello stabilimento. In mattinata è arrivato anche l’assessore alle politiche agricole e all’ambiente Vittorino Facciolla. L’amministratore regionale ha spiegato come la situazione dell’azienda di Pantano Basso sia ormai irreversibile e come l’obiettivo sia perciò quello di una sua riconversione che certamente non si traduce nella realizzazione di un Termovalorizzatore definita una <speculazione politica patetica>.

Una soluzione quest’ultima, che non si concilia in alcun modo con il Piano regionale dei rifiuti approvato, ha detto Facciolla, che prevede, perciò, una raccolta differenziata molto spinta con poco scarto e quindi andare a costruire una struttura di quel tipo, tra l’altro già contestata, non avrebbe senso e andrebbe contro la politica ambientale messa in campo dalla Regione.

Per i 73 operai in conclusione alla soglia ormai della mobilità assoluta senza alcuna previsione di ombrello previdenziale e contributivo non resta che aspettare l’inserimento, se avverrà, della vertenza Zuccherificio nell’area di crisi complessa e perciò una ricollocazione su più fronti dei lavoratori rimasti senza occupazione. Tempi che potrebbero anche essere abbastanza lunghi e che andrebbero in questo caso ancora di più ad esasperare le condizioni sociali ed economiche di decine di famiglie rimaste senza reddito e che certamente non ce la farebbero a sopravvivere prive di alcun aiuto finanziario.

Al momento, inoltre,  pensare ad altri Bandi o ad altri compratori dopo oltre dieci Aste messi su dalla curatela fallimentare, ci sembra voler organizzare la caccia all’ago nel pagliaio. E’ importante e doveroso accompagnare i lavoratori fino alle loro future, si spera, ricollocazioni. Come ha detto anche l’assessore Facciolla un organico di circa un centinaio di lavoratori e un indotto di avventizi che comunque accampa dei diritti morali e pratici validissimi, fanno <paura> oggi ad un qualsiasi acquirente che vorrebbe o potrebbe ripartire dopo essersi guardato intorno e ricalibrati tutti gli step del settore, dal riadeguamento tecnico della fabbrica alla ricomposizione della filiera, alla commercializzazione.

Un progetto di grandi risorse proiettato nel tempo non sopporterebbe da subito, invece, investimenti notevoli sul personale. Composto in questo caso da persone che non sono né giovani né vecchi e che non possono più attendere o essere legate a promesse ordinate in questa maniera. Così, infatti, non comunicherebbero alcuna fiducia o certezza. Disegnate nel tempo, poi, consentirebbero il ripristino inavvertibile di una minima dignità di lavoro e di vita.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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