CULTURA – Suor Giulia De Marco, la proposta dell’Università delle Generazioni: “Rilanciarne la figura”

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AGNONE/SEPINO – Il libro “Io, Partenope” (Rizzoli, Milano 2015) del pluripremiato scrittore Sebastiano Vassalli ha contribuito, recentemente, a rilanciare a livello nazionale la già nota figura di suor Giulia De Marco (nata nel 1575 a Sepino, allora Contado di Molise e adesso provincia di Campobasso) la cui vicenda ha avuto, per tutto il 1600, clamori addirittura a livelli europei. La triste storia di questa suora molisana è stata scoperta e pubblicata per primo dal prof. Antonio Arduino quando era direttore della Biblioteca Comunale di Agnone.

Così, forte di questa primogenitura agnonese, l’Università delle Generazioni ha proposto al neo-sindaco di Sepino, Paolo D’Anello, di valorizzare tale sua nota ed importante concittadina, magari con un primo convegno (da realizzarsi appena possibile), invitando come relatori gli storici e gli scrittori nostri contemporanei che hanno pubblicato vari studi su questa assai controversa quanto affascinante monaca che ha intrigato tutta la nobiltà di Napoli e persino il Vicerè, ed è però passata sotto le torture dell’Inquisizione.

Secondo lo studioso Antonio Santoriello è auspicabile che ci possa essere un parallelo tra la drammatica vicenda di Suor Giulia De Marco e quella altrettanto infelice della regina Costanza di Napoli (1377-1423), sepolta nella chiesa di Santa Maria delle Grazie della vicina città di Riccia (a 20 km circa da Sepino). Pochi sanno che il Molise conserva le spoglie mortali di una vera e propria regina di Napoli!

Il sindaco D’Anello (che tanto sta facendo per rilanciare tutto il territorio e la società sepinese), durante il recente incontro avuto nella sede comunale con Domenico Lanciano (fondatore e responsabile dell’associazione culturale agnonese) ha assicurato grande interesse per la proposta di valorizzazione di Giulia De Marco, concordando non soltanto sulla necessità e sulla utilità di un convegno che (sperando sia primo di una lunga serie) chiami a raccolta gli studiosi della Suora di Sepino ma anche sull’individuazione della sua casa natìa da segnalare turisticamente e poi su tutte le altre possibili iniziative che diano la migliore e la maggiore visibilità al suo paese, a tutto il Molise e alle confinanti zone campane.

Sepino, con Suor Giulia, potrebbe diventare addirittura la “capitale delle donne” con una serie di appuntamenti tematici tali da fare intervenire su questa estrema parte del Molise, alle falde del Parco del Matese, la più varia umanità con notevoli risvolti turistici (terme, zona archeologica, montagna del Matese, ecc.), culturali ed economici.

Immediatamente contattati, si sono detti disponibili a partecipare, come relatori, al primo convegno su Suor Giulia, i seguenti autori dei libri sulla monaca di Sepino: Antonio Arduino (storico di Agnone) “Le congreghe sessuali” (Ecig – Genova 1984), Fabio Romano (docente di Verona) “La carità di Giulia” (Intra-Moenia, Napoli 1995 e 2002), Paola Zito (docente all’Università di Napoli 2) “Giulia e l’inquisitore” (Arte Tipografica, Napoli 2000), Antonio Vigilante (docente nei Licei di Siena) “La carità carnale” (Raino editore, Bergamo 2006).

Si è detto disponibile ad intervenire pure il filosofo Salvatore Mongiardo, autore di più volumi tra cui “Sesso e Paradiso” (Rubbettino, 2006) e Antonio Tammaro di Sepino autore di uno scritto su Suor Giulia presentato poche settimane fa.
C’è quindi molta attesa, nel mondo accademico e in quello socio-culturale, per il convegno a Sepino su Suor Giulia De Marco, un evento che sicuramente sarà di livello nazionale e assai centrale nella cultura delle donne e per le donne.

Infatti, molto probabilmente saranno presenti tra i relatori pure Elisa Novi Chiavarria (docente all’Università del Molise), autrice del saggio “Un’eretica alla corte del conte Lemos – Il caso di suor Giulia de Marco” (in “Archivio storico per le province napoletane», CXVI, 1998, pp. 77-118), e il prof. Giuseppe Mazzocchi dell’Università di Pavia che si sta interessando del confronto addirittura tra Santa Teresa d’Avila e la umilissima suora sepinese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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