POSTE – Contro la privatizzazione, proclamato un mese di scioperi

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ISERNIA/CAMPOBASSO – Sulla vertenza Poste non c’è accordo tra Governo e sindacati di categoria. Slp-Cisl, Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confsal com.ni hanno proclamato lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal 24 ottobre al 23 novembre prossimo e un’intera giornata di sciopero generale per il giorno 4 novembre.

Lo sciopero generale riguarderà tutto il personale dipendente da Poste Italiane Spa sull’intero territorio nazionale ed avrà inizio dalle ore 00,00 fino alle ore 24,00.
In merito le segreterie regionali scrivono a cittadini e prefetti per esprimere la propria preoccupazione per la possibile completa privatizzazione di Poste Italiane Spa e il reale rischio che lo smembramento dell’Azienda porti a una perdita di 20mila posti di lavoro.

Come è noto il 35,3% è già in borsa dallo scorso Ottobre 2015, il 35% del Gruppo è sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti, mentre il restante 29,7% potrebbe essere quotato subito dopo l’estate.
Riteniamo che tale grave decisione non abbia spiegazioni industriali. Piuttosto sia riconducibile a motivazioni squisitamente politiche.

Pur comprendendo le necessità di arginare, seppure in termini millesimali, il debito pubblico, tuttavia non possiamo condividere tale grave decisione ed esprimono forte preoccupazione per il servizio universale del recapito, soprattutto nelle zone marginali del Paese e per il servizio sociale rappresentato dalla presenza radicata nel territorio dei piccoli uffici.

Sembra che il Governo intenda rinunciare alle significative liquidità, su cui ha potuto fare affidamento nell’ultimo decennio, prodotte da Poste Italiane; modello senza confronto di come una azienda possa risanarsi trasformandosi da esempio di inefficienza a vera e propria realtà industriale in grado di generare ricchezza consolidata nel tempo ben superiore a quel poco che si potrà ottenere dai processi di collocamento in borsa.

All’orizzonte si profila una “proprietà privata” avida di crescenti guadagni, controllata da Fondi Sovrani di paesi esteri, a cui poco importa del servizio pubblico, della trasparenza e della sicurezza del risparmio postale.
Tale proprietà punterà ad una sempre più marcata finanziarizzazione del Gruppo.
Vale a dire massimizzazione degli utili da distribuire agli investitori.

Mentre a tutti noi rimarranno invece servizi di peggiore qualità; minore presenza nelle periferie; maggiori costi, complessità e rischio sui prodotti finanziari offerti al posto del tradizionale risparmio postale.
Queste gravi novità si inseriscono in un contesto reso difficile dalla riorganizzazione del settore recapito che peggiora notevolmente la qualità del servizio introducendo la consegna a giorni alterni nella totalità del territorio molisano.

Concludendo, auspichiamo un interessamento alle problematiche sopra esposte perché le decisioni che si andranno ad assumere guardino al bene dei cittadini, dei pensionati e dei lavoratori che non hanno bisogno di una altra azienda collocata in borsa ma di servizi pubblici essenziali di qualità”.
Intanto martedì 25 ottobre alle ore 08,30 presso la sala gialla della Provincia di Isernia e mercoledì 26 ottobre alle ore 08:30 presso i locali dell’ARSARP di Campobasso in Via Giambattista Vico 4 Campobasso, si riuniranno i postali delle due cittadine, per discutere e dibattere insieme ai sindacati, ad eccezione della UIL, dello Sciopero Generale del 4 novembre. Nei prossimi giorni il servizio sarà erogato a singhiozzo per lo sciopero delle prestazioni straordinarie della durata di un mese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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